“Ci sono ulteriori margini di manovra per tagliare i prezzi dei carburanti”. Lo afferma, in una intervista a Il Messaggero, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che oggi incontra i rappresentanti dei maggiori produttori petroliferi per sollecitare un intervento tempestivo.
Il ministro osserva come “il prezzo dei carburanti è in calo da oltre venti giorni in modo progressivo e in linea con gli altri Paesi. Tuttavia vi sono ulteriori margini di riduzione. E ci aspettiamo un immediato riscontro a beneficio di consumatori e imprese”. A chi chiede quali potrebbero essere le conseguenze in caso di mancata collaborazione, Urso ribadisce: “L'abbiamo detto sin dall'inizio in Parlamento: non facciamo sconti a nessuno. Confidiamo che non ce ne sarà bisogno”. Sul tema delle accise e delle misure di sostegno, il titolare del Mimit sottolinea le iniziative già intraprese: “Siamo stati tra i primi, e in maniera tempestiva ed efficace, ad agire in Europa. Il nostro sistema di monitoraggio e controllo, realizzato con il decreto Trasparenza a inizio legislatura, ha avuto piena efficacia ed è diventato un modello a cui si stanno ispirando altri Paesi dell'Unione”. L'esecutivo si dice pronto a proseguire su questa linea: “Se necessario, siamo pronti a realizzare ulteriori misure a beneficio di famiglie e imprese sia sul fronte dei carburanti sia su quello dell'energia. Dipende tutto, ovviamente, dal negoziato in corso tra Usa e Iran”.
Il ministro analizza poi lo scenario dell'export italiano, nonostante le tensioni internazionali: “Impatto molto negativo sull'export diretto nei Paesi del Golfo, che lo scorso anno aveva registrato record di crescita. Nel complesso, però, siamo cresciuti anche nella prima parte dell'anno, cogliendo opportunità altrove: Svizzera, Usa, persino Cina. Questo ci ha consentito di diventare il quarto Paese esportatore al mondo, superando d'un balzo sia il Giappone sia la Corea del Sud”. Urso segnala inoltre un cambio di rotta negli investimenti: “Stanno crescendo gli investimenti esteri in Italia e aumentano anche da parte dei Paesi del Golfo: Emirati, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Oman. Siamo diventati attrattivi sia per la nostra stabilità politica e la leadership indiscussa di Giorgia Meloni sia perché il nostro sistema produttivo appare più resiliente di altri”. In merito alla scadenza del Pnrr, il ministro traccia un bilancio positivo per il suo dicastero: “Per quanto riguarda il Mimit abbiamo raggiunto tutti i target del piano sia nel campo delle riforme - realizzando, tra l'altro, tre leggi annuali sulla concorrenza e la riforma degli incentivi, appena varata dal Consiglio dei ministri - sia sulla spesa delle risorse, che abbiamo incrementato di oltre il 35 per cento a beneficio delle imprese, superando i 30 miliardi con la riprogrammazione del Pnrr”. Un impegno che si traduce concretamente nel piano di transizione: “Nella cornice del piano, in pochi giorni, sono stati già oltre 5mila i progetti presentati dalle imprese, per un ammontare di oltre 1,8 miliardi di investimenti. Una grande spinta all'innovazione nel momento decisivo. Comunque con Transizione 5.0 e Transizione 4.0 avevamo già erogato 10,5 miliardi”. Il ministro guarda infine alle collaborazioni europee e alle sfide burocratiche: “Il 15 luglio a Roma presenteremo al Mimit il Patto Italia-Francia al Tavolo della moda, con il ministro dell'Industria Sébastien Martin e la rappresentanza della Camera della moda francese. Pochi giorni dopo, con il mio collega Philippe Baptiste, faremo altrettanto per lo spazio, con una riunione congiunta delle imprese del comparto”. Sul fronte delle politiche comunitarie, conclude: “La burocrazia europea pensa di vivere ancora nel Paese dei balocchi, ma noi non molliamo. Tre anni fa eravamo soli a reclamare le riforme; ora guidiamo il fronte e, ogni qual volta si vota, altri Paesi si aggiungono”. (redm)
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