“Molto è stato fatto, molto resta da fare” per la sicurezza sul lavoro, dice la ministra Marina Calderone nelle comunicazioni alla Camera, sottolineando che “i risultati raggiunti dimostrano che investire nella prevenzione produce effetti concreti. Sono un punto di partenza, non un punto di arrivo: ogni progresso impone di rafforzare l’impegno delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa, al termine della propria giornata di lavoro, nelle stesse condizioni in cui l’ha iniziata. È questo il principio che ispira l’azione del governo e che continuerà a orientare le politiche per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. “Tra il 2022 e il 2025 gli occupati sono cresciuti di circa 844 mila unità, mentre gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono rimasti sostanzialmente stabili e in lieve calo nel 2025 – rivendica, numeri alla mano, la responsabile del dicastero di via Veneto - Ne deriva una riduzione dell’incidenza: secondo l’Inail, i decessi in occasione di lavoro ogni 100 mila occupati scendono dal 3,38 del 2019 al 3,31 del 2024 e al 3,28 del 2025. Il lieve aumento del dato complessivo nel 2025 è interamente riconducibile agli infortuni in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro, mentre i decessi sul luogo di lavoro diminuiscono”. “Il personale ispettivo complessivo è passato dalle 3.848 unità del 2021 alle 4.366 unità stabilmente operative all’inizio del 2026: il primo significativo incremento strutturale dopo molti anni di progressiva contrazione degli organici. È la scelta di riportare stabilmente lo Stato nei luoghi di lavoro, con una presenza più qualificata, capillare ed efficace”, afferma ancora la ministra, aggiungendo che “le attività ispettive e di controllo sono passate da circa 100 mila verifiche nel 2022 a oltre 157 mila nel 2025, con un incremento superiore al 50 per cento. Le sole attività ispettive dell’Ispettorato nazionale del lavoro sono più che raddoppiate nello stesso periodo (da 63.571 nel 2022 a 130.579 nel 2025)”. La ministra si sofferma poi sul tema del caporalato: “La tutela della salute e della sicurezza non può essere separata dal contrasto a ogni forma di sfruttamento lavorativo. I fatti che hanno interessato il territorio di Amendolara nel giugno 2026 hanno richiamato l’attenzione del Paese sulla necessità di mantenere alta la vigilanza contro il caporalato, l’intermediazione illecita di manodopera e le situazioni di grave vulnerabilità. Ogni episodio di sfruttamento riduce le tutele e aumenta i rischi per la salute e la sicurezza. Dove arretra la legalità, arretra anche la sicurezza”. E, passando dall’immigrazione dei nostri tempi alla storia della nostra emigrazione, rivela nel finale del suo intervento: "Partecipando ieri al Consiglio Epsco a Lussemburgo, a nome dell'Italia, con il sostegno di altri Paesi, ho presentato la proposta di istituzione della giornata europea in ricordo delle vittime e degli infortuni sul lavoro, e la nostra proposta è di destinare la giornata dell'8 agosto, che ricorda la tragedia del 1956 a Marcinelle, dove perirono tanti lavoratori italiani, a Giornata europea della sicurezza. Su questo la vice presidente della Commissione europea ha assunto l'impegno di gestire la nostra proposta, proposta fatta anche in piena assonanza con quanto definito dal Parlamento europeo a memoria delle vittime, come monito perché non succeda più e si possa tutti quanti insieme invece realizzare quella ‘visione zero’ a cui deve essere improntato il nostro sforzo comune”. (PO / Roc)
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