Secondo un'analisi di Climate Central, che ha esaminato 65 grandi aree metropolitane degli Stati Uniti, in alcuni quartieri la sola conformazione urbana può aumentare la temperatura di oltre quattro gradi rispetto alle aree circostanti.
Le ondate di calore sono sempre più intense e sempre più frequenti. Ma a rendere le temperature ancora più difficili da sopportare non è soltanto il cambiamento climatico: è anche il modo in cui sono costruite le nostre città. Asfalto, cemento, edifici ravvicinati e traffico trattengono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, dando origine al cosiddetto effetto "isola di calore urbana". Secondo un'analisi di Climate Central, che ha esaminato 65 grandi aree metropolitane degli Stati Uniti, in alcuni quartieri la sola conformazione urbana può aumentare la temperatura di oltre quattro gradi rispetto alle aree circostanti. Un fenomeno che ha conseguenze concrete sulla salute, aumentando il rischio di problemi cardiovascolari, respiratori e renali durante i periodi più torridi. Le soluzioni esistono, ma non sono universali. "Ogni progetto di mitigazione dovrebbe essere progettato da esperti e sottoposto a test. Altrimenti rischiamo di ottenere risultati molto scarsi, spendere cifre enormi e persino aumentare la temperatura", osserva Mat Santamouris, professore di architettura ad alte prestazioni dell'Università del New South Wales. Per lo studioso ogni città presenta caratteristiche climatiche e urbanistiche differenti: ciò che funziona in un contesto desertico come Dubai può rivelarsi inefficace o addirittura controproducente in una città come Atene, dove il problema principale è favorire la ventilazione naturale. Tra gli strumenti più discussi ci sono le superfici riflettenti, dai tetti verniciati di bianco alle pavimentazioni chiare che limitano l'assorbimento della radiazione solare. Vivek Shandas, docente della Portland State University, guarda con favore a queste soluzioni soprattutto quando vengono applicate agli edifici, mentre invita alla prudenza per le superfici stradali: riflettere il calore proprio dove camminano i pedoni potrebbe infatti aumentare il disagio anziché ridurlo. Anche il verde urbano continua a rappresentare una delle strategie più promettenti. Esperienze come quelle di Medellín o Santiago del Cile dimostrano come alberi e corridoi verdi possano abbassare sensibilmente le temperature nelle aree più calde. Ma nemmeno piantare alberi è un gesto da improvvisare. Santamouris ricorda che scegliere specie inadatte può aumentare umidità e accumulo di calore, mentre Ladd Keith, direttore della Heat Resilience Initiative dell'Università dell'Arizona, sottolinea che la posizione è fondamentale: un albero capace di ombreggiare un parco giochi produce benefici ben maggiori rispetto a uno collocato in un parcheggio. Per V. Kelly Turner, docente di pianificazione urbana della University of California, Los Angeles (UCLA), la sfida dei prossimi anni sarà però sempre più personalizzata.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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