Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

CARCERI, GUALTIERI:
SERVE REINSERIMENTO

CARCERI, GUALTIERI: <BR> SERVE REINSERIMENTO

La situazione dei penitenziari romani è sempre più allarmante. Il quadro critico è emerso con chiarezza durante l'esposizione del rapporto annuale firmato da Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale. All'evento ha preso parte anche il sindaco Roberto Gualtieri, il quale ha posto l'accento su un riscontro drammatico: all'interno delle strutture carcerarie della città, gli “eventi critici” – espressione che racchiude atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, violenze e ulteriori urgenze – hanno registrato un incremento pari a tre volte rispetto agli anni passati.

SOVRAFFOLLAMENTO RECORD E CRITICITÀ STRUTTURALI. Questo picco si inserisce in una realtà già profondamente segnata dal sovraffollamento. Nelle principali carceri romane, con in testa Regina Coeli e Rebibbia, la popolazione detenuta eccede di gran lunga i posti realmente disponibili, registrando in determinate strutture indici di affollamento che sfiorano o superano la soglia del 190%. Secondo la Garante Calderone, non si può più parlare di una crisi passeggera, bensì di un problema strutturale a tutti gli effetti. I riscontri del report evidenziano la gravità dello scenario. Nel corso del 2025, i tre maggiori istituti romani hanno mostrato pesanti carenze anche sul piano medico, con migliaia di domande per visite specialistiche rimaste inevase. A Rebibbia, inoltre, si rileva un netto deficit nel personale della polizia penitenziaria rispetto ai numeri previsti dalle piante organiche.

IL NODO DELLE RIFORME: OLTRE I NUOVI POSTI LETTO. Il sindaco di Roma ha espresso parere favorevole riguardo ai recenti piani governativi volti ad accrescere la capienza dei penitenziari per arginare la crisi. Ha tuttavia precisato che le sole opere edilizie e infrastrutturali non possono risolvere l'emergenza. Secondo il primo cittadino, alla creazione di nuovi posti detentivi è indispensabile affiancare un potenziamento delle prestazioni sanitarie, del supporto psicologico, delle attività educative e dell'assistenza sociale, oltre a dover colmare i vuoti d'organico che compromettono sia la quotidianità dei detenuti sia le condizioni di chi vi lavora. “La vera sicurezza non si costruisce soltanto aumentando la detenzione, ma investendo in formazione professionale, opportunità lavorative, istruzione e inclusione.” La tesi trova riscontro in diverse indagini di settore, le quali dimostrano come i progetti di inclusione abbattano drasticamente la percentuale di recidiva, traducendosi in una maggiore tutela per l'intera comunità.

UN IMPEGNO CONDIVISO PER LA FUNZIONE RIEDUCATIVA. Il Campidoglio sta attualmente sostenendo programmi mirati al recupero dei detenuti, muovendosi in sinergia con il terzo settore, il mondo associativo e i vertici delle carceri per offrire impieghi formativi, lezioni e supporti di natura sociale. Ciononostante, la complessità del panorama attuale impone una strategia d'insieme che veda collaborare strettamente il Comune, il Ministero della Giustizia, la Regione Lazio e la rete sanitaria. Il documento della Garante fotografa un sistema al collasso, schiacciato tra sovraffollamento, aumento delle urgenze interne, deficit assistenziali e organici ridotti. Per l'amministrazione capitolina, le linee guida dell'esecutivo sono un segnale positivo, ma la vera scommessa consisterà nel legare i fondi per le strutture a un reale potenziamento dei servizi alla persona. Solo in questo modo le carceri potranno rispondere al dettato costituzionale della rieducazione, evitando di ridursi a meri centri di contenimento. (6 LUG -deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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