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direttore Paolo Pagliaro

Disabili: in Senato riflettori su In-Exon, primo esoscheletro gonfiabile al mondo

Roma, 22 lug - "Una prima assoluta, perché parliamo del primo esoscheletro gonfiabile al mondo, ideato da un italiano, che sta in uno zainetto, pesa 1,3 kg, ha dei costi contenuti e consente il movimento in acqua, non solo nella fase riabilitativa, offrendo l'opportunità alle persone con disabilità motorie e con lesioni midollari, anche importanti, di tornare in posizione eretta in acqua, di camminare, di appoggiare la pianta del piede a terra o per esempio a mare, di nuotare in totale autonomia e libertà e questo è qualcosa di straordinario, che fino a poco tempo fa non si pensava possibile". Cosi Giusy Versace, senatrice Noi Moderati, presidente dell'intergruppo sulla disabilità, che ha promosso in Senato la presentazione di In-Exon, il primo esoscheletro gonfiabile al mondo ideato da Francesco Boscarino.  Un dispositivo che può entrare nell'alveo della sanità pubblica? "Sicuramente – assicura la senatrice - faremo un lavoro di sensibilizzazione adeguato, perché ci sono tutti gli strumenti per cui In-Exon trovi spazio nel nomenclatore, per cui auspichiamo un aggiornamento reale, concreto e rapido". “L'auspicio c'è tutto, anche la sostenibilità – spiega il presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Previdenza sociale di Palazzo Madama, Francesco Zaffini - Da quelli che sono i costi, anticipati dal produttore, è ampiamente praticabile” un inserimento nel Sistema sanitario nazionale. In-Exon, sottolinea Zaffini, “non ha le medesime caratteristiche dell'esoscheletro che conosciamo oggi, ma è un esoscheletro passivo, un esoscheletro che valorizza le risorse residue del soggetto, che ha delle applicazioni enormi dal punto di vista sportivo, dal punto di vista del recupero terapeutico, dal punto di vista anche del reinserimento lavorativo. Quindi – aggiunge - la mia Commissione non può che prestarsi a questa operazione, non può che essere disponibile a presentare al ministero e a chi di dovere l'opportunità che ci offre questo nuovo dispositivo, che dovrà essere definito tale ovviamente dalla Commissione specificatamente prevista per i dispositivi, ma come presidente della X Commissione mi metto a disposizione per fare da facilitatore di tutto questo percorso”. Edward von Freymann ha testato il nuovo tipo di esoscheletro in prima persona:  “Ti dà la possibilità di regolare la pressione all'interno dell'esoscheletro per trovare l'equilibrio giusto: in quel momento  puoi nuotare, puoi aumentare la pressione sulle gambe, soprattutto in piscina, dove purtroppo noi paraplegici abbiamo il problema che le gambe scendono giù, invece in questo modo si tirano su e puoi nuotare senza avere più bisogno del Pull Buoy o del tubo, garantendoti un'autonomia maggiore. E poi è come un vestito, leggero, facile  da indossare anche stando in carrozzina autonomamente, senza l'aiuto di nessuno. È l'inizio di una nuova storia”. (Roc) 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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