"Se Zelensky continua a ignorare le richieste della gente, gli ucraini torneranno in piazza. Ed è una situazione molto pericolosa, soprattutto in tempo di guerra", “è un passaggio che sarebbe meglio evitare, soprattutto mentre siamo in guerra. Una crisi politica interna, oggi, finirebbe per aiutare il Cremlino". Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, Serhii Sternenko, attivista e consigliere di Mykhailo Fedorov al ministero della Difesa, commentando il discusso rimpasto di governo avviato dal presidente ucraino che ha portato al siluramento dello stesso Fedorov. Sulle ragioni della rimozione, Sternenko spiega: "Non credo alla versione ufficiale che parla di attriti con il capo di stato maggiore della Difesa Oleksander Syrsky. Penso che il motivo vero stia negli interessi colpiti dal lavoro fatto al ministero della Difesa. Fedorov aveva introdotto procedure più trasparenti e un sistema di acquisti più rigoroso delle armi. Questo ha toccato equilibri consolidati", “il vecchio sistema esponeva a rischi di corruzione molto forti. In passato si poteva spingere il ministero a comprare un certo drone da una certa azienda. Noi abbiamo cercato di cambiare questo meccanismo, imponendo gare reali e regole più severe. Subito dopo la stretta sulla trasparenza delle commesse sono partiti attacchi molto aggressivi, anche attraverso canali Telegram anonimi che hanno cominciato a colpire noi e Fedorov". Inoltre afferma: "Le proteste degli ultimi giorni hanno dimostrato che in Ucraina esiste ancora una società viva, pronta a difendere le istituzioni anticorruzione. La corruzione esiste in ogni Paese. La differenza sta nel fatto che tu abbia o no istituzioni indipendenti e cittadini pronti a far sentire la loro voce". E sull'invito del ministro Crosetto affinché Mykhailo lavori come consulente alla Difesa aggiunge: "Non credo che accetterà perché il suo compito principale oggi è aiutare l'Ucraina in questa guerra. Ma il fatto stesso che un ministro europeo pensi a lui in questi termini dimostra quanto sia riconosciuto anche fuori dal nostro Paese. Sarebbe un vero peccato se l'Ucraina lo perdesse", “ormai è un politico. Questa vicenda lo ha spostato definitivamente su quel terreno”. Inoltre sostiene che "i droni sono stati decisivi per l'Ucraina, soprattutto in una guerra asimmetrica contro un nemico con più risorse. Senza i droni, il nostro Paese sarebbe già crollato. È una parte essenziale del lavoro fatto in questi anni". (29 lug - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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