Le esportazioni italiane continuano a dimostrare una buona capacità di tenuta nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da guerre commerciali, instabilità geopolitica e rallentamento economico di alcuni dei principali partner. Nel 2025 l'export di beni ha raggiunto i 643,2 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente, mentre il surplus commerciale è salito a circa 51 miliardi euro, con un incremento del 5%. E quanto emerge, come riferisce Milano Finanza, dall'ultimo report di Coface dedicato all'export italiano. L'espansione delle vendite all'estero è stata accompagnata anche da un aumento delle importazioni (+3,2%), ma la bilancia commerciale ha continuato a mantenersi ampiamente positiva, confermando la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali. Tra i comparti che hanno sostenuto maggiormente la crescita spicca la farmaceutica, che ha registrato un incremento del 28,5%, trainata soprattutto dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti, oltre che da Francia e Spagna. Positivi anche i risultati dei metalli (+9,8%), favoriti dalle esportazioni di oro verso la Svizzera, dell'alimentare (+4,3%) e dei mezzi di trasporto (+4,1%), grazie in particolare alla cantieristica navale e alle consegne di navi da crociera. Non tutti i comparti, tuttavia, hanno beneficiato della stessa dinamica. 11 settore automobilistico continua a risentire della debolezza della domanda internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, mentre l'export di tessile, abbigliamento e calzature ha registrato una flessione dell'1,9%. Sostanzialmente stabili, invece, i macchinari, gli apparecchi elettrici e i prodotti in gomma e plastica. Sul fronte geografico, il 2025 ha segnato una ripresa delle esportazioni verso alcuni dei principali mercati di destinazione. Le vendite sono aumentate negli Stati Uniti (+7,2%), in Francia (+5,3%), in Spagna (+10,6%) e in Germania (+2,4%), anche se con dinamiche differenti a seconda dei settori. Resta invece motivo di attenzione il calo delle esportazioni verso la Cina, che ha interessato soprattutto macchinari, prodotti dell'abbigliamento e della pelle. (6 ago - red)
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