Da oggi entra in applicazione il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), che introduce in tutti i 27 Stati membri regole comuni sull’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione al riuso, dalla riciclabilità alla riduzione dei rifiuti. Il Regolamento (UE) 2025/40 riguarda tutti gli imballaggi, indipendentemente dal materiale e dal settore di provenienza, comprese alcune tipologie di imballaggi monouso quali cialde e capsule del caffè (quelle in alluminio potranno andare nella plastica o nel vetro, come le lattine, quelle compostabili nell’umido, anche senza svuotarle) e le bustine per il tè, prevedendo requisiti di riciclabilità, un maggiore impiego di materiale riciclato e la riduzione delle materie prime vergini. Il Regolamento entra in vigore senza bisogno di leggi di recepimento nazionali facendo scattare l’obbligo per i produttori di immettere sul mercato solo imballaggi conformi con relativa dichiarazione UE di conformità e le indicazioni di smaltimento nella differenziata. “L’Europa si conferma il punto di riferimento mondiale nelle politiche ambientali sugli imballaggi e sull’economia circolare – dichiara Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free Onlus – ma la crisi della plastica corre più velocemente dei tempi della politica. Servono tempi più rapidi, meno deroghe e maggiore coraggio nell’attuazione delle misure”. Secondo Plastic Free, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, “il dibattito sul provvedimento non può essere ridotto alla sola futura limitazione delle pellicole utilizzate per raggruppare le confezioni di bottiglie d’acqua. Il PPWR introduce infatti misure per eliminare alcuni imballaggi superflui, favorire il riuso e la ricarica, consentire l’impiego di contenitori riutilizzabili nel take-away e limitare la presenza di sostanze problematiche negli imballaggi alimentari, come i PFAS. Il riciclo resta fondamentale, ma interviene quando il rifiuto è già stato prodotto – prosegue De Gaetano –. La vera svolta consiste nel prevenire i rifiuti, eliminare gli imballaggi inutili e responsabilizzare l’intera filiera, dalla progettazione alla commercializzazione”. (12 ago - red)
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