“Indosso sempre la kippah e a Parigi una cosa del genere non mi è mai successa. Nonostante tutto, credo che tornerò a Roma, perché è meravigliosa, ma starei più attento. Servirebbe più vigilanza e dovrebbero informare le persone di religione ebraica che vengono in città del fatto che possono correre pericoli di questo tipo”. Lo afferma in una intervista a Repubblica, Isaac Dahan, il 22enne parigino aggredito a Roma in compagnia della madre e del fratello in due diverse serate, il 7 e 8 agosto. La prima volta accecato con lo spray al peperoncino, il giorno dopo lo hanno accerchiato in quattro e colpito con un calcio. I carabinieri hanno già denunciato un uomo algerino di 32 anni. Ora cercano gli altri tre picchiatori. “Stavo camminando con mia madre e mio fratello dietro al Ghetto, a un certo punto un uomo straniero ci ha raggiunti gridando Free Palestine. Abbiamo continuato a camminare, lui ci ha seguiti per cinque minuti”, “tutti hanno visto e nessuno ha fatto o detto nulla. Questo signore continuava a seguirci, volevo allontanarlo, ma appena mi sono girato mi ha spruzzato lo spray sul viso ed è scappato”, “mi hanno detto tutti che era inutile denunciare”. Il giorno dopo l’altro attacco: “Ero con mia madre, loro stavolta erano quattro. Sono arrivati alle spalle, gridando sempre la stessa cosa. Mi hanno dato un calcio da dietro e sono scappati”, “mia madre era già ripartita, io avevo il volo il 10 agosto, così ho deciso di andare dai carabinieri”. E conclude: “Sono giovane e non ho avuto paura, ma se al posto mio ci fosse stato un anziano? Se il prossimo aggressore al posto dello spray al peperoncino avesse in mano un coltello?”. (12 ago - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione