"Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite". È il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giorno dell'82mo anniversario dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944 i soldati nazisti uccisero 560 persone, in gran parte donne, anziani e bambini. Alla commemorazione hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. "La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti - donne, anziani, bambini - uccisi senza alcuna pietà a Sant'Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità" ha scritto Mattarella in un messaggio. "La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell'abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell'uomo, facendo prevalere l'orrore dell'annientamento". In questo "sacrario civile", ha sottolineato il capo dello Stato, "si trovano le radici della Repubblica", "la comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l'Italia e l'Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto". Per il presidente della Repubblica "fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova" e "ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte". Alla cerimonia Tajani ha legato il ricordo dell'eccidio ai conflitti contemporanei. "Nel mondo vi sono regimi che aggrediscono Stati sovrani, come l'Ucraina, facendo prevalere la legge del più forte, sistemi totalitari che posseggono l'arma atomica o mirano a realizzarla", ha affermato richiamando la necessità di difendere "la libertà, la democrazia, la pace" dall'Europa al Medio Oriente fino alle guerre in Africa. "Proprio perché la nostra libertà e la nostra democrazia si fondano sul sangue delle vittime di Sant'Anna, di Marzabotto, di Boves, di Onna, si tratta di una libertà sacra, di una democrazia sacra, che devono essere tutelate perché sono il grande patrimonio comune della nazione", "non ci rassegniamo, non ci vogliamo rassegnare perché alla fine le guerre devono cessare" ha aggiunto Tajani. Giuseppe Conte ha richiamato invece il ruolo dei "costruttori di pace, che devono essere protagonisti nelle istituzioni e nelle piazze, ma anche nel dibattito pubblico perché la pace si realizza anche disarmando il linguaggio come insegna il Papa". Per il leader M5s "la politica deve tornare ad avere il coraggio di costruire percorsi diplomatici, negoziati, condizioni per una pace giusta e duratura" e "l'Europa non può rassegnarsi a una nuova corsa al riarmo come unico orizzonte politico, ma deve essere protagonista di diplomazia e di pace". Conte ha legato la commemorazione anche alla difesa della Costituzione: "È stata scritta con lo scopo di rifondare lo Stato su valori antitetici al fascismo: la persona umana, l'eguaglianza formale e sostanziale, il primato del lavoro, la libertà di espressione, la partecipazione democratica", "c'è un connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo". Messaggi sono arrivati anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Crosetto ha ricordato insieme alle vittime di Sant'Anna i tre Carabinieri Martiri di Fiesole, Alberto La Rocca, Fulvio Sbarretti e Vittorio Marandola, che il 12 agosto 1944 "scelsero di consegnarsi ai nazisti e andare incontro alla morte per salvare dieci ostaggi dalla fucilazione". Schlein ha sottolineato che "la memoria dell'orrore nazifascista e dei martiri di Sant'Anna è un dovere, perché la storia non si riscrive e non si dimentica", mentre La Russa ha definito l'eccidio "una ferita indelebile nella nostra storia". "Questa terribile pagina della nostra storia richiama tutti al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza e di custodire i valori della pace e della libertà. La democrazia è un bene che va tutelato e difeso ogni giorno. La mia vicinanza alle comunità locali e a chi lavora per mantenere viva la memoria" le parole in un messaggio del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. (12 ago-alp)
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