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direttore Paolo Pagliaro

CENERE ETNA BLOCCA
100.000 VIAGGIATORI

CENERE ETNA BLOCCA <br> 100.000 VIAGGIATORI

Proseguono i disagi nei collegamenti aerei in Sicilia per l'eruzione dell'Etna e la conseguente emissione di cenere vulcanica. All'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania gli arrivi e le partenze sono sospesi fino alle 18 di oggi, mentre lo scalo Pio La Torre di Comiso, dove le operazioni erano state fermate fino alle 10, è tornato operativo. Sac, la società che gestisce i due aeroporti, ha disposto a Catania la chiusura del settore B3 "a causa dell'attività eruttiva dell'Etna e considerata la situazione dei venti", invitando i passeggeri a "verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto". È il settimo giorno di cancellazioni, ritardi, dirottamenti e modifiche alla programmazione a Fontanarossa. Dall'8 agosto a ieri sono stati cancellati almeno 388 voli in partenza, pari al 55% di quelli previsti, mentre è arrivato a Catania soltanto il 30% dei voli programmati. Circa 100mila viaggiatori hanno risentito finora dei disagi. A Palermo, secondo le prime stime, sono stati deviati 190 voli dall'inizio della nuova attività del vulcano, con circa 30mila passeggeri coinvolti. Sac si dice "pronta al ripristino di tutte le attività aeroportuali non appena le autorità preposte autorizzeranno la riapertura dello spazio aereo" e assicura che le infrastrutture vengono mantenute "in condizioni di piena efficienza operativa". L'evoluzione della nube di cenere, precisa la società, può rendere necessarie "modifiche alla programmazione anche più volte nell'arco della stessa giornata". Alle compagnie aeree spetta invece "in via esclusiva" la gestione di cancellazioni, ritardi, dirottamenti e riprogrammazioni, oltre all'assistenza e alla riprotezione dei passeggeri. Sac mantiene inoltre un coordinamento con gli aeroporti di Palermo e Trapani e con le altre reti di trasporto per favorire collegamenti alternativi. L'emergenza ha provocato difficoltà anche negli spostamenti via terra verso gli scali alternativi, con bus pieni, scarsa disponibilità di auto a noleggio e navette e costi elevati per i taxi. Alberghi, agenzie e tour operator temono cancellazioni e rinunce, mentre Fiavet Sicilia chiede un tavolo permanente per le emergenze aeroportuali e il presidente della Regione Renato Schifani annuncia nuove risorse. Sul vulcano prosegue intanto l'attività eruttiva. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha segnalato ieri l'apertura, intorno alle 11.30, di una nuova bocca alla base della parete nord della Valle del Bove, sopra monte Simone, a circa 2.090 metri di quota, nella stessa area dove precedentemente si era aperta una frattura a circa 1.900 metri. La lava scorre nella Valle del Leone e nella Valle del Bove e il livello di allerta resta rosso. Proseguono inoltre le emissioni di cenere dal cratere Voragine. Il tremore vulcanico si mantiene su valori elevati. Le sorgenti sono state localizzate nell'area dei crateri Nord-Est e della Voragine, a quote indicate tra circa 2.500 e 3.000 metri sopra il livello del mare. Secondo il Volcanic Ash Advisory Center (Vaac) di Tolosa, la nube di cenere ha raggiunto circa 5.500 metri di quota e si muove verso sud e sud-ovest, con quantità limitate segnalate anche a Malta e in Libia. Per quel che riguarda i disagi per i viaggiatori, secondo le attuali leggi, l'eruzione rientra tra le emergenze naturali e non comporta una compensazione aggiuntiva rispetto al rimborso del biglietto. Restano previsti per i passeggeri assistenza con pasti e bevande, eventuale sistemazione alberghiera e relativo trasporto e possibilità di comunicare. (12 ago-alp)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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