Si estende a tutto l'Adriatico lo stop alla pesca a strascico: dopo il blocco attivo tra Trieste e Ancona, da oggi le attività si fermano anche nel tratto da San Benedetto del Tronto a Bari fino al 29 settembre, per poi interessare a ottobre lo Ionio, il Tirreno e le isole. Il provvedimento arriva in una fase complessa per il settore, colpito dai rincari energetici, dal cambiamento climatico e dalle incertezze sui finanziamenti europei.
Il fermo non interromperà comunque la presenza di prodotto italiano sui mercati, garantito dalla piccola pesca locale, dalle draghe, dall'acquacoltura e dalle zone non soggette al blocco. I consumatori sono tuttavia invitati a verificare sempre l'etichettatura dell'origine (zona FAO 37 per il pescato del Mediterraneo) per orientarsi di fronte all'elevata presenza di pesce straniero importato. In questo periodo, le specie nostrane più facilmente reperibili restano alici, sarde, sgombri, seppie e polpi, mentre merluzzi e sogliole provengono con maggiore probabilità dall'estero.(peg - 16 ago)
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