Non si arresta lo stillicidio di uccisioni di civili che dal 24 febbraio 2022 sta disegnando una linea rosso sangue nelle cronache del conflitto in Ucraina. Un’impronta di morte che non si è interrotta nemmeno nelle ultime ore e che ha fatto contare almeno 25 vittime. È infatti di poco fa la notizia che sei civili sono stati uccisi e quattro feriti in un attacco missilistico ucraino contro il villaggio di Koloskovo nella regione di Belgorod, non distante dal confine, come ha riferito il governatore ad interim Alexander Shuvaev su Telegram. Altre quattro persone, tra cui un ragazzo di 14 anni, “sono rimaste ferite e stanno ricevendo le cure mediche necessarie” si legge nel post. Una strage che va ad appesantire il tragico bilancio della giornata di ieri, nella quale si sono registrati 19 morti a seguito di attacchi con droni e missili dall’una e dall’altra parte del fronte.
PIOGGIA DI FUOCO E DRONI LUNGO IL FRONTE E OLTRE CONFINE. Il bilancio delle ultime quarantotto ore riflette una recrudescenza capillare delle ostilità aeree su entrambi i lati del confine. Nella giornata di ieri, sette persone hanno perso la vita in territorio ucraino a causa di una sequenza di raid aerei russi che hanno battuto le regioni di Kryvyi Rih, Zaporizhzhia, Sumy e Donetsk. A Kryvyi Rih, centro nevralgico dell'Ucraina centro-orientale, droni e missili di Mosca hanno colpito direttamente uno stabilimento siderurgico gestito dalla società ArcelorMittal, provocando la morte di due lavoratori. Un successivo attacco registrato in serata nella medesima città ha provocato una ulteriore vittima civile. Il fuoco dei raid si è esteso contemporaneamente su altri quadranti: si contano due morti a Zaporihia, una vittima nella regione settentrionale di Sumy e un'altra nel Donetsk.
Sul versante opposto, le difese antiaeree e i centri abitati della Federazione Russa hanno dovuto affrontare un'ondata di raid senza precedenti per ampiezza e concentrazione. Nella sola giornata di ieri si sono contate dodici vittime sul territorio controllato da Mosca. Un imponente attacco condotto da centinaia di droni a corto e medio raggio lanciati dalle forze armate di Kiev ha travolto una zona residenziale nella regione meridionale di Rostov, causando la morte di cinque residenti. Altri tre civili sono rimasti uccisi nei raid che hanno interessato le zone di Belgorod, Kursk e l'oblast' di Mosca, mentre quattro persone sono decedute nei territori ucraini sotto controllo russo. Il governatore della regione moscovita, Andrei Vorobiov, ha descritto l'attacco come “uno dei più massicci della storia recente”, evidenziando come le capacità d'attacco a lungo raggio di Kiev riescano ormai a penetrare sistematicamente oltre le prime linee difensive.
GUERRA ECONOMICA E INDUSTRIALE ALLE CATENE LOGISTICHE. Oltre agli impatti diretti sulle infrastrutture urbane, la strategia militare ucraina continua a concentrarsi sulla paralisi del sistema di rifornimento e della spina dorsale logistico-commerciale russa. Ieri il Ministero della Difesa di Kiev ha affermato di aver “messo fuori uso 7 dei 10 maggiori centri logistici della società di e-commerce Wildberries”, a seguito di un coordinato attacco aereo che ha colpito l'hub situato all'interno del Parco Industriale di Koledino. Secondo la ricostruzione fornita dal ministero ucraino, la struttura di Koledino era “il più grande centro Wildberries in termini di superficie”, uno snodo critico non soltanto per il commercio civile ma anche per l'instradamento di beni e materiale di supporto logistico destinato al fronte.
Parallelamente, le operazioni offensive dell'esercito di Kiev hanno preso di mira la base di produzione bellica russa nei suoi punti di massima vulnerabilità industriale. Nella notte del 16 agosto, lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha comunicato di aver colpito l'impianto di Kamensk, situato a Kamensk-Shakhtinsky, nell'oblast' di Rostov, in Russia. Secondo l'esercito ucraino, si tratta di un sito del complesso militare-industriale russo che produce propellente solido per i sistemi lanciarazzi multipli Uragan, Smerch e Tornado-S, nonché per diversi sistemi missilistici.
VIOLAZIONE DEI CIELI ATLANTICI E LA REAZIONE DELLA NATO. L'intensificarsi della guerra con vettori d'attacco senza pilota continua a proiettare i propri rischi di destabilizzazione ben oltre i confini del teatro bellico stretto, sfiorando direttamente il territorio dell'Alleanza Atlantica. Ieri, dopo che un drone entrato nello spazio aereo rumeno è stato abbattuto vicino ai confini con l'Ucraina e la Moldavia, il portavoce della NATO Martin O'Donnell ha dichiarato: “Sono in corso indagini sui dettagli dell'incidente, ma il drone sembra essere russo”. L'episodio conferma la crescente complessità della gestione della sicurezza sui cieli del fianco est della NATO, dove la saturazione di droni civili e militari nell'area del Mar Nero aumenta l'eventualità di sconfinamenti accidentalmente provocati da errori di navigazione o da manovre di disturbo elettronico. La reazione del comando alleato punta a mantenere una linea di ferma deterrenza senza tuttavia accelerare dinamiche di escalation diretta con Mosca, attendendo l'esito definitivo dei rilievi tecnici condotti dalle autorità locali sui rottami recuperati.
OFFENSIVA DIPLOMATICA DI BRUXELLES SULLE SANZIONI. Sullo sfondo dei combattimenti, sul piano politico la diplomazia europea sta preparando una nuova stretta economica destinata a incidere sugli assetti finanziari russi nei prossimi mesi. L'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha annunciato oggi sul quotidiano tedesco Die Welt di voler aumentare di un terzo il numero di entità russe sanzionate a causa della guerra in Ucraina. “Per questo autunno, propongo la lista di sanzioni più ambiziosa dall'inizio della guerra. Una volta adottate, queste misure aumenterebbero immediatamente di un terzo il numero totale delle entità russe sanzionate”, ha affermato la diplomatica. Dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, “le sanzioni dell'Unione Europea sono già costate caro alla Russia, privando la sua macchina bellica di oltre 1.000 miliardi di euro”, ha aggiunto Kallas. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea, dall'inizio della guerra l'Unione Europea ha adottato 21 serie di sanzioni contro la Russia, che attualmente colpiscono quasi 3.000 persone ed entità. Il nuovo pacchetto mira a incrementare significativamente l'elenco delle società ed enti sottoposti a congelamento dei beni e blocchi commerciali, evidenziando il tentativo dell'UE di mantenere elevato il costo finanziario del conflitto per il Cremlino, pur a fronte di una resistenza economica russa che continua a cercare sbocchi nei mercati orientali. (17 AGO / deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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