Oltre 1700 canzoni scritte, milioni di dischi venduti, una traccia indelebile nella musica e nel cuore degli italiani: compie 90 anni Mogol, nome d'arte di Giulio Rapetti. Un nome d’arte che “non so da dove viene perché me l’ha scelto la Siae – racconta in una intervista al Corriere della Sera - Mandai 30 pseudonimi e mi dissero che nessuno andava bene. Poi ne mandai altri 100. E scelsero quello, ma non ero contento, mi pareva un nome cinese. Poi mi son detto: ‘Sta tranquillo, Giulio, non lo saprà nessuno’. Non pensavo proprio di avere successo”. E si sbagliava. Nato a Milano nel 1936, si accosta al mondo musicale lavorando presso l'ufficio stampa di Ricordi a fianco del padre Mariano Rapetti, direttore del settore musica leggera della casa discografica. Ottiene il primo successo come autore di testi con “Al di là”, canzone vincitrice del Festival di Sanremo nel 1961, medesimo risultato raggiunto negli anni successivi con “Uno per tutte” (1963), “Se piangi, se ridi” (1965). “Una lacrima sul viso” (1964), interpretata da Bobby Solo, stabilisce il record di vendite. Negli anni Sessanta e Settanta stringe la storica collaborazione con Lucio Battisti, con il quale ha firma circa 140 canzoni, cambiando il volto della musica leggera italiana. Nella stessa intervista al Corriere della Sera torna sui motivi della rottura con il cantante, legati a un discorso di equità dei ricavi: “Quando Lucio è morto: ho pensato che forse, indipendentemente dall’equità, avrei potuto accettare che le cose rimanessero così”. Successivamente collabora, tra gli altri, con Mario Lavezzi, Riccardo Cocciante, Gianni Bella, Gianni Morandi, Adriano Celentano. Fonda nel 1992 in Umbria il Centro europeo di Toscolano, scuola di perfezionamento per lo sviluppo della cultura e della musica destinata a formare giovani autori e compositori, della quale è presidente e docente. Nel 2018 viene nominato presidente del Consiglio di gestione della Siae, incarico che ricopre fino alla scadenza naturale del 2022. “Dormi amore”, cantata da Celentano con la musica di Gianni Bella, è la canzone a cui si dice più legato: “Sono 33 anni più vecchio di mia moglie e ovviamente morirò molto tempo prima di lei: parlo di questo, di lei sola e io che comunque tornerò a vegliare su di lei”. “In occasione del suo 90° compleanno, il Senato della Repubblica rende omaggio a Mogol, una delle figure più autorevoli e riconoscibili della canzone italiana – così Ignazio La Russa, presidente del Senato - Autore, paroliere, produttore: i suoi 90 anni raccontano una lunga storia capace di attraversare generazioni e lasciare un segno indelebile nella nostra cultura musicale. La sua attività artistica e culturale si è sviluppata anche attraverso numerose collaborazioni, progetti e iniziative dedicate alla formazione e alla valorizzazione della musica italiana. Con i suoi testi e le sue parole, Mogol ha saputo raccontare sentimenti, paesaggi, emozioni e aspirazioni condivise da milioni di italiani, trasformando la canzone in uno strumento di espressione capace di parlare al cuore e alla memoria collettiva. Auguri, Maestro. Buon compleanno”. “Ci sono poeti che sanno plasmare le emozioni, dare loro ritmo, suono e consistenza. Verseggiatori che raccontano stati d’animo senza tempo e li offrono all’interpretazione dei grandi maestri del bel canto italiano. Così è Giulio Rapetti, il nostro raro, unico Mogol, al quale siamo grati per la sua superba lezione sui differenti modi di vivere e respirare da uomini e donne liberi. I miei più affettuosi auguri al Maestro Mogol, dunque, nel giorno del suo novantesimo compleanno” dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. (Roc)
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