“Non si tratta di imporre una scelta, ma di garantire un diritto fondamentale a non soffrire inutilmente nell'ultima fase della vita”. È con il rilancio delle battaglie di Jean-Luc Romero-Michel, figura storica della lotta per il diritto a morire con dignità ed ex presidente dell'associazione ADMD, che trova compimento un percorso lungo oltre quattro anni. Con la pubblicazione odierna in Gazzetta Ufficiale (Journal Officiel), a seguito della firma e della promulgazione avvenute ieri da parte del presidente Emmanuel Macron, la legge sull'aiuto attivo a morire entra ufficialmente nell'ordinamento francese. Un passaggio cruciale che segue il definitivo semaforo verde arrivato il 14 agosto scorso da parte del Conseil constitutionnel, il quale ha convalidato l'architettura generale del testo dopo l'adozione parlamentare del mese scorso, segnando una svolta profonda nella cultura giuridica ed etica del Paese.
LA PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE E LE CONDIZIONI PREVISTE. La pubblicazione del testo nel Journal officiel chiude un iter segnato da accesi confronti politici e morali. La normativa fissa requisiti rigorosi per accedere al suicidio assistito o all'eutanasia: il provvedimento si rivolge esclusivamente a pazienti maggiorenni, di nazionalità francese o residenti stabili e regolari in Francia, affetti da patologie gravi e incurabili in fase avanzata, capaci di esprimere una volontà libera e consapevole fino al termine della procedura. La decisione di autorizzare l'aiuto a morire richiede una valutazione medica e l'intervento di un'équipe pluriprofessionale, lasciando comunque al paziente la possibilità di ritirare la richiesta in qualsiasi momento.
LE REAZIONI DEI FAUTORI E IL PERCORSO ISTITUZIONALE. Il via libera e l'ufficializzazione in Gazzetta Ufficiale sono stati accolti con grande favore dai sostenitori storici della riforma. Oltre alle storiche mobilitazioni civili guidate da Romero-Michel, che ha sottolineato come la Francia riconosca “la sovranità di ciascun individuo sul proprio corpo”, il provvedimento rispecchia l'impegno profuso dall'Eliseo fin dai lavori della “Convention Citoyenne sur la fin de vie”. Le posizioni espresse durante i dibattiti riflettono la volontà dei promotori di bilanciare la tutela della libertà individuale con l'offerta di una risposta organica alle sofferenze estreme, integrando il ricorso all'aiuto attivo con il rafforzamento della rete dei servizi e delle cure palliative.
IL QUADRO NORMATIVO IN ITALIA. In Italia la situazione si presenta profondamente diversa, in assenza di una legge nazionale organica che regoli l'eutanasia o il suicidio medicalmente assistito. Il quadro normativo attuale si regge su due pilastri principali. Il primo è la Legge 219/2017 in materia di consenso informato e Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Tale norma stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e attuale del paziente, garantendo al malato il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi terapia, comprese la nutrizione e l'idratazione artificiali, oltre a prevedere il diritto alla sedazione palliativa profonda continuata e la possibilità di redigere il testamento biologico. Il secondo pilastro è rappresentato dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale (relativa al caso Cappato-Antoniani). La Consulta ha depenalizzato il suicidio assistito solo a quattro condizioni tassative e concomitanti: la persona deve essere affetta da una patologia irreversibile; deve provare sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili; deve essere tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale; deve essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Tali condizioni e le relative modalità devono essere verificate e validate da una struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, previo parere del comitato etico competente. Di fronte all'inerzia del Parlamento centrale, alcune Regioni – tra cui Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna – hanno approvato o avviato la discussione di norme locali volte a disciplinare i tempi e i percorsi delle procedure sanitarie sul proprio territorio. (19 LUG – deg)
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