Apre i battenti oggi nei padiglioni della Fiera di Rimini la quarantasettesima edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli. L'evento della manifestazione di quest'anno trova la sua guida nel celebre verso conclusivo della Divina Commedia di Dante Alighieri: “L'amor che move il sole e l'altre stelle”. Non una semplice citazione letteraria, ma una provocazione ideale lanciata alla complessità del presente, in una fase storica segnata da profonde frammentazioni geopolitiche, conflitti globali e una diffusa urgenza di riconciliazione.
La kermesse riminese si conferma una delle piazze culturali e umane più vivaci del panorama internazionale, richiamando migliaia di visitatori, volontari, esponenti delle istituzioni, del mondo economico e delle diverse confessioni religiose. L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è verificare se quella forza ideale richiamata dal titolo possa tradursi in una chiave di lettura concreta per la realtà di oggi, capace di generare dialogo, nuove forme di socialità e un modello di sviluppo tecnologico ed economico che metta al centro i bisogni autentici della persona.
Il programma dei prossimi giorni spazierà tra dibattiti sulle trasformazioni industriali e l'intelligenza artificiale, le sfide dell'educazione e della cooperazione internazionale, affiancati da mostre ed eventi culturali. Come sottolineato dai vertici della Fondazione Meeting, la sfida è comprendere se di fronte al senso di caos e incertezza sia possibile riconoscere un bene comune da cui ripartire per costruire percorsi di pace e di convivenza civile.
L'edizione che prende il via oggi per concludersi mercoledì 26 si preannuncia particolarmente ricca di significati politici e spirituali, proponendo un fitto calendario di confronti tra attori del governo, rappresentanti della società civile e testimoni da aree di crisi come il Medio Oriente. A dare un'impronta di eccezionale rilievo all'appuntamento sarà l'annunciata presenza, nella giornata di domani, di Papa Leone XIV, Robert Francis Prevost, la cui partecipazione sottolinea la centralità del cantiere riminese come spazio privilegiato per il dialogo ecumenico, la diplomazia della pace e la costruzione di ponti tra le sponde di un mondo diviso. (21 AGO – deg)
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