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direttore Paolo Pagliaro

‘’CON TRUMP CREDEVO
FOSSE PIU’ FACILE’’

‘’CON TRUMP CREDEVO <BR> FOSSE PIU’ FACILE’’

“È evidente che con Donald Trump credevo che le cose sarebbero state più facili, data la nostra convergenza sull'immigrazione e sulla cultura 'woke'. Le cose sono andate diversamente". Così la premier Giorgia Meloni, in un’intervista al New York Times. “Non mi piace – aggiunge la premier nell’intervista rilasciata a Roger Cohen - l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore alle altre”. L’obiettivo, afferma, è quello di realizzare “la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio”. E nelle relazioni con Trump Meloni non si pente di nulla: “Continuo a credere che l'unità dell'Occidente sia molto importante. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali”. Alla domanda se si sentirà con il presidente Usa dopo la pausa estiva, Meloni risponde così: “Beh, vedremo”. Intanto, sul tema immigrazione, la presidente del Consiglio risponde alla segretaria del Pd Elly Schlein: “Elly Schlein parla di ‘boomerang’ e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla”. “Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti ‘Dublinanti’ – prosegue Meloni - Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati. Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano”. “Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? – prosegue la premier - Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori. La priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire”. (Roc)  

(© 9Colonne - citare la fonte)
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