I consumi di birra in Italia si sono mantenuti nel 2025 oltre i 21 milioni di ettolitri, confermando una sostanziale tenuta del comparto, mentre il segmento delle birre low e no alcol ha quasi raddoppiato la propria incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% in un solo anno. Accanto alla birra tradizionale, infatti, cresce lo spazio delle birre low e no alcol, ormai ampiamente conosciute e sempre meno percepite come un prodotto di nicchia. Il segmento low e no alcol ha registrato nel 2025 la crescita più significativa dell’intero comparto, arrivando a rappresentare il 3,9% del mercato, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal rapporto annuale 2025 di AssoBirra. La borra si conferma una presenza che attraversa i momenti di socialità e di condivisione che caratterizzano la stagione estiva come emerge da una indagine realizzata da Ipsos Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, l’osservatorio permanente che analizza i trend e l’evoluzione del comparto brassicolo. Secondo la ricerca, è considerata protagonista soprattutto a casa propria o di amici e parenti (66%), a conferma della centralità crescente degli spazi domestici e semi-domestici come luoghi della convivialità estiva. Seguono i ristoranti e le pizzerie (50%), i locali come bar, pub e birrerie (47%) e le sagre o feste di paese (39%), che confermano il valore delle occasioni di socialità diffuse e del legame con il territorio.
Anche i contesti più informali e all’aria aperta contribuiscono a delineare questa nuova geografia della socialità: il 30% associa la birra a picnic e grigliate, il 28% alla spiaggia o agli stabilimenti balneari e il 23% a concerti o festival. Più contenute, ma comunque significative, le quote relative a parchi e aree verdi (17%), gite in giornata nei borghi o piccoli paesi (16%) e piazze o centri storici (16%), segnali di un’estate che trova valore non solo nelle vacanze vere e proprie, ma anche nei momenti vissuti vicino casa. "I dati di questa edizione del CIB raccontano un cambiamento interessante: la socialità estiva si costruisce sempre più attorno a momenti semplici, accessibili, autentici, nei quali la birra si inserisce trasversalmente e trova uno spazio naturale", commenta Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra. "Non è più soltanto la bevanda associata alle vacanze o al consumo fuori casa tradizionale, ma quella che accompagna una quotidianità estiva fatta di relazioni, spontaneità e condivisione: un’evoluzione che riflette stili di vita più vicini ai territori e ai nuovi bisogni dei consumatori. Non sorprende, quindi, che anche l'Annual Report 2025 di AssoBirra abbia evidenziato una sostanziale tenuta dei consumi e una forte accelerazione del segmento low e no alcol: due dinamiche che raccontano un comparto capace di evolvere continuamente insieme ai consumatori". Se cambiano i luoghi della socialità, resta forte l’insieme di valori che gli italiani associano alla birra nei momenti di incontro. La convivialità è il valore più citato (51%), seguita da relax (47%), divertimento (40%), leggerezza e semplicità (37%). Completano il quadro spontaneità (30%), qualità (27%), autenticità (21%) e tradizione (19%). Nel complesso emerge il profilo di una bevanda capace di inserirsi con naturalezza e di integrarsi nei nuovi rituali della stagione estiva: non solo protagonista delle occasioni speciali, ma presenza naturale nei momenti di convivialità quotidiana, dalle cene improvvisate alle tavolate tra amici, fino alle serate in piazza e alle feste di paese. Le differenze generazionali confermano questa lettura. Per la Gen Z la birra è maggiormente legata al divertimento (43%), per i Millennials prevale la dimensione del relax (51%), mentre per la Gen X è soprattutto espressione di convivialità (62%) e, più delle altre generazioni, anche di qualità (32%). “Non parlerei di una vera e propria trasformazione del fuori casa italiano, quanto di una riscoperta: sagre, feste di paese e locali di quartiere rappresentano il primo embrione dei consumi fuori casa, un Horeca ante litteram che risponde alla voglia di socialità e di territorio degli italiani”, dichiara Antonio Portaccio, presidente di Italgrob - Federazione Italiana dei Distributori Horeca. “Non c’è sagra in Italia che non coinvolga un distributore: le innumerevoli feste della birra che caratterizzano l’estate italiana all’aria aperta sono essenzialmente il frutto del lavoro e dell’impegno dei distributori sui loro territori”. AssoBirra dal 1907 riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra, malto e luppolo in Italia che complessivamente coprono più del 92% della produzione di birra nazionale, rappresentano il 72% di birra immessa al consumo nel nostro Paese, dando lavoro direttamente e con l’indotto a circa 112.000 persone. Rappresenta la casa della birra italiana all’interno di Confindustria, riunendo oltre 40 associati tra grandi, medi e piccoli birrifici, insieme con le 2 malterie e una rete di produttori di luppolo. (22 ago - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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