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direttore Paolo Pagliaro

RISIKO BANCARIO, TAJANI:
MERCATO E’ SOVRANO

RISIKO BANCARIO, TAJANI: <BR> MERCATO E’ SOVRANO

“Noi siamo per il libero mercato e soddisfatti di un sistema bancario italiano forte e dinamico, in grado di muoversi nel mercato unico europeo. La sua vivacità è positiva per l’economia. Non tocca alla politica intervenire su singole iniziative di mercato, ma mettere il sistema nelle condizioni di funzionare con buone regole”. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista a Milano Finanza, commentando il risiko bancario con l’offerta pubblica di scambio e acquisto (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps e l’operazione di Unicredit su Commerzbank. “Non reputo saggio interferire con operazioni di mercato. La politica deve tutelare gli interessi generali e stabilire regole. Poi deve lasciare agli operatori libertà di scelta e d’azione. Tutto quello che rafforza il sistema bancario, aumenta i prestiti per famiglie e imprese, ne riduce costi e interessi e tiene conto dei territori va nella giusta direzione” sottolinea. “Il principio del libero mercato vale anche per il sistema europeo. Abbiamo bisogno di banche globali capaci di finanziare grandi investimenti, come l’AI, e di competere coi giganti americani e cinesi”. E sostiene che “abbiamo bisogno di banche di prossimità capaci di sostenere i 4 milioni di piccole imprese italiane, tutelare i territori e evitare la desertificazione bancaria. In tutte le sedi, noi di Forza Italia ci siamo battuti per le banche locali, cooperative, mutualistiche e Bcc, presidio fondamentale per famiglie, artigiani, professionisti e imprenditori”.  Rispondendo alle richieste di un contributo extra dai settori bancari, il ministro esprime una netta contrarietà: “Noi siamo contrari al concetto stesso di extra profitti. Non è concepibile che lo Stato stabilisca arbitrariamente quale sia un profitto lecito e da quale livello diventi extraprofitto da tassare in maniera superlativa. Come possiamo sperare di attrarre investimenti esteri in Italia se qualche politico o funzionario ministeriale può decidere una soglia - su quale base, poi? - oltre la quale quello che hai guadagnato è troppo? E questo dopo averci già pagato le tasse. Oltretutto le banche, per contenere i costi, potrebbero reagire riducendo i prestiti e alzando i tassi, a danno dei correntisti”. Il ministro suggerisce invece la via del dialogo e della valorizzazione del risparmio privato: “Con le banche sono già stati raggiunti accordi che prevedono un contributo su base triennale. Siamo per il dialogo, non per cambiare di continuo le regole ogni estate. Il punto vero è un altro: per il nostro rilancio va messa in circolazione una parte degli oltre 1.800 miliardi di risparmio privato. Se solo il 10% fosse investito, avremmo 180 miliardi in più. Ma questo deve avvenire per libera scelta dei risparmiatori”. Riguardo alla manovra economica, Tajani sottolinea gli obiettivi del suo partito: “Vogliamo ridurre le tasse sul ceto medio e incentivare chi produce e investe: Irpef al 33% fino a 60 mila euro. Poi una flat tax incrementale strutturale al 5% per tutti, applicata all’incremento di reddito rispetto a quello dichiarato l’anno precedente, premiando anche partite Iva, artigiani e professionisti. Il principio è incentivare chi lavora, investe e produce di più. Lo stesso vale per gli straordinari e per la detassazione dei premi di produttività”. (22 ago - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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