Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

PUTIN: KIEV HA APERTO VASO
PANDORA, RISPOSTA DISTRUTTIVA

PUTIN: KIEV HA APERTO VASO <BR> PANDORA, RISPOSTA DISTRUTTIVA

Le continue incursioni condotte dall'Ucraina contro le infrastrutture energetiche e la logistica nel territorio russo — tra cui spiccano i magazzini della piattaforma e-commerce Ozon — hanno provocato una dura reazione da parte del capo del Cremlino. Intervenendo pubblicamente, al palazzo Megasport di Mosca, durante l'assemblea del partito di governo Russia Unita,Vladimir Putin ha apertamente riconosciuto i danni economici causati dai bombardamenti ucraini preannunciando l'intenzione di rafforzare ulteriormente la difesa aerea nazionale. Di fronte ai ripetuti colpi sferrati da Kiev, che hanno interessato regioni distanti centinaia di chilometri dal confine come Krasnodar e Samara, la risposta di Mosca ha assicurato che sarà decisa sostenendo che “Kiev ha aperto da solo questo vaso di Pandora”. Putin ha infatti promesso che “le misure di rappresaglia non tarderanno e saranno molto più incisive e molto più distruttive”, ribadendo inoltre che l'azione militare russa procede efficacemente per sostenere le truppe sul campo: “La risposta sarà distruttiva. I nostri ragazzi raggiungeranno gli obiettivi”. Gli sviluppi bellici si inseriscono in un clima politico rigidamente controllato in vista delle imminenti elezioni parlamentari con il ledaer russo che domina il suo partito con una rigida coesione interna e rivendicando la bontà dei principi democratici formali, pur in un contesto di radicale azzeramento dei reali concorrenti di opposizione. Ricordando il proprio ruolo nella nascita politica di Russia Unita, il leader russo ha rimarcato i legami storici e la stabilità istituzionale del Paese, cogliendo l'occasione per ringraziare le formazioni alleate presenti nello spettro politico ufficiale per il sostegno incondizionato offerto alla nazione e alla linea governativa. Mentre sul terreno il conflitto non accenna a rallentare e la capitale ucraina continua a subire pesanti attacchi missilistici, si registrano anche tentativi diplomatici marginali e dichiarazioni di forte chiusura geopolitica. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e l'ex presidente Dmitrij Medvedev hanno espresso posizioni estremamente rigide nei confronti degli alleati occidentali, mentre a livello umanitario continuano i richiami al dialogo da parte di figure istituzionali e religiose come il cardinale Matteo Zuppi, il quale ha ribadito l'importanza degli appelli pontifici per la pace. Nonostante le pressioni internazionali, la linea del Cremlino resta intransigente: ogni eventuale negoziato dovrà tenere conto in modo ferreo della realtà fattuale del terreno di scontro, confermando come lo scenario rimanga orientato alla prosecuzione del confronto militare a oltranza. In una intervista a El Pais, Nikolai Rybakov, leader del partito russo di opposizione Yabloko, unica formazione del paese che chiede un cessate il fuoco in Ucraina, estromesso dalle elezioni legislative e protagonista di manifestazioni in suo sostegno, afferma: “Abbiamo dimostrato al mondo quanta gente in Russia vuole la pace”, “il nostro obiettivo non è essere una fazione della Duma di Stato, l'obiettivo è la pace” spiega Rybakov secondo cui “la cosa più importante è dichiarare un immediato cessate il fuoco affinché la gente smetta di uccidersi. I politici, che non si uccidono tra di loro, potranno sedersi a negoziare dopo tutto il tempo di cui avranno bisogno”. E sostiene che “una potenza nucleare non può essere sconfitta, e i tentativi di ottenere la sua totale sconfitta porteranno a una guerra nucleare. E questa sarà breve e mutuamente distruttiva, nessuno potrà dire che si equivocò perché non resterà nessuno” e “solo rimarranno scarafaggi che non sapranno chi è Putin, dove si trovava il confine né chi ha iniziato la guerra".

Intanto almeno 16 persone sono state uccise e 130 ferite, tra cui bambini e 9 persone risultano ancora disperse per l’attacco ad opera di droni russi di uno dei più grandi centri commerciali di Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk, città che si trova a circa 60 chilometri dalla linea del fronte. L’attacco è avvenuto venerdì sera in due ondate: circa mezz’ora dopo il primo attacco, che aveva provocato un incendio, un secondo attacco ha colpito mentre i soccorritori erano al lavoro sul posto. In seguito all’attacco, i paramedici di Medici senza Frontiere hanno trasferito una ragazza di 16 anni da un ospedale di Kryvyi Rih a un ospedale di Dnipro per ricevere cure specialistiche. “La paziente aveva riportato ferite da esplosione mentre si trovava al piano terra del centro commerciale e stava scegliendo un maglione. Durante il trasferimento era stabile e ha ricevuto ossigeno, infusioni e altre cure necessarie. È stato necessario sottoporla ad anestesia. Dopo il trasferimento, i medici l’hanno preparata con urgenza per un intervento chirurgico per rimuovere un frammento conficcato nella fronte” racconta Borys Mitiai, paramedico di MSF. Nel frattempo, ospedali e operatori sanitari in Ucraina continuano a subire attacchi ogni settimana e, talvolta, ogni giorno. Venerdì mattina l’ospedale distrettuale di Snihurivka, nella regione di Mykolaiv, con cui MSF collabora da tempo anche attraverso il supporto allo screening della tubercolosi, è stato colpito da droni, secondo quanto riportato. Fortunatamente, nessun operatore sanitario o paziente è rimasto ferito. Inoltre ieri nel distretto Osnovianskyi di Kharkiv, un drone russo ha colpito un’abitazione privata provocando un incendio. Almeno quattro persone sono rimaste ferite. Inoltre in una intervista a Il Riformista, Nicoletta Pirozzi, vicedirettrice dell'Istituto Affari Internazionali, in merito al dibattito sulla possibilità di elezioni in Ucraina, sottolinea che nel paese "è in vigore la legge marziale e, sulla base della Costituzione, non è possibile tenere elezioni in queste condizioni”, "cosa significa organizzare una consultazione elettorale mentre continuano a cadere le bombe russe? Una parte del Paese è occupata e una quota rilevante della popolazione è sfollata o si trova all'estero. Organizzare delle elezioni da considerare realmente libere, corrette e democratiche sarebbe oggettivamente complicato”. Analizzando le minacce esterne, Pirozzi evidenzia il rischio di manovre da parte di Mosca: “Sicuramente cercare di condizionarle attraverso i noti strumenti di propaganda, disinformazione, attacchi cyber. È una minaccia che vediamo già nei nostri Paesi europei”. In merito alla posizione della comunità internazionale, l'esperta aggiunge: “Bruxelles sostiene le elezioni il prima possibile, ma soltanto quando esisteranno le condizioni perché siano veramente democratiche e libere. Organizzare una consultazione esposta al rischio di problemi logistici, brogli e interferenze straniere avrebbe poco a che fare con la democrazia”. Pirozzi conclude riflettendo sul dibattito politico interno: “In Ucraina c'è un allarme antiaereo ogni due ore. Questa è già la situazione a Kiev. In altre zone del Paese è anche peggiore. Ci son poi le zone occupate dalle truppe russe. Ecco, come si può pensare di organizzare elezioni realmente rappresentative in un contesto simile? Per questo, al momento, vedo nel dibattito soprattutto la volontà di alcuni soggetti, come Fedorov, di conquistare spazio e visibilità politica, più che una vera contestazione a Zelensky”.  (23 ago – red)

 

 

 

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