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direttore Paolo Pagliaro

MEETING, PROSPERI (CL):
LEONE COME WOJTYLA

MEETING, PROSPERI (CL): <BR> LEONE COME WOJTYLA

“Ci ha ricordato Wojtyla. Siamo pronti a seguirlo”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il presidente della Fraternità di  Comunione e Liberazione, Davide Prosperi parla della visita di ieri del pontefice al Meeting di Rimini.  “Ho visto Leone XIV sinceramente contento”, spiega, “ma siamo noi che dobbiamo essergli grati: non ci aspettavamo un coinvolgimento così profondo” e, richiamando l'invito ai giovani a costruire la comunione a partire dall'amicizia, afferma: “La seguiremo ovunque ci indicherà di andare”. Sulle parole del pontefice, Prosperi sottolinea “l'insistenza a non chiudersi nei recinti ma di andare in tutto il mondo. E poi la parte finale riferita a noi che illumina la nostra strada”. E rispondendo alla domanda se c'era una narrazione di un cattivo rapporto con papa Francesco dichiara che “non era per nulla vero, ci stimava. Ma aveva colto aspetti che andavano cambiati”, “Leone ci ha voluto rassicurare, spronandoci a continuare sulla via del rinnovamento” grazie a un cammino che “ci ha permesso di affrontare un passo decisivo della nostra storia, fino all'approvazione del nuovo statuto”. Rispondendo sull'invito ad essere pionieri coraggiosi, inoltre commenta: “Qui al Meeting ne vedo parecchi, sinceramente”, citando ad esempio “le sembra scontata l'amicizia tra la madre di un omicida e la sorella della vittima, l'una musulmana e l'altra cristiana?”, e ribadisce l'importanza del coraggio “di affermare un bene possibile, al di là di quel falso realismo denunciato dal Papa che ci vuole chiusi in recinti e incapaci di relazione”. In merito alla condanna delle guerre, Prosperi evidenzia: “Siamo grati al Papa per averci aiutato a immedesimarci con il suo sguardo”, “il male non si cura col male, ci ha detto, ma con la testimonianza di un bene possibile”. Sulla severa ricognizione dei tempi moderni, evidenzia che si tratta di “un giudizio realista, ma che introduce anche una prospettiva profetica: 'Custodire l'umano'”, un compito che “ci impegna a dialogare con tutti, per costruire insieme una società più umana”. “Il Meeting – prosegue - esprime la natura cattolica, cioè universale, del Movimento: una passione indomita per la domanda di bellezza, di verità, di giustizia che alberga nel cuore di ogni persona e di ogni popolo”, auspicando che “questa passione diventi contagiosa”.  E sottolinea che “oggi più che mai l'educazione richiede un tempo adeguato e uno spazio di libertà, affinché si possa proporre un criterio di lettura della realtà e lo si possa poi verificare nella propria esperienza quotidiana”, ricordando che occorre “metterla in gioco nell'ambiente dove si vive, dall'università al mondo del lavoro”. (23 ago - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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