Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

STANGATA CARO LIBRI,
SPESA OLTRE 1 MLD EURO

STANGATA CARO LIBRI, <BR> SPESA OLTRE 1 MLD EURO

Con l’avvio dell’anno scolastico si ripresenta puntuale il salasso del “caro libri” per le famiglie. A tracciare il quadro dell'impatto economico è il nuovo monitoraggio dell’Osservatorio EURES-ADOC, condotto su oltre 3.500 testi adottati in 420 classi e 100 istituti secondari distribuiti in tutti i capoluoghi di regione. I dati evidenziano una stima complessiva di spesa che tocca il miliardo di euro (800 milioni per il nuovo e 200 per l’usato), a cui si aggiungono almeno altri 200 milioni di euro per dizionari, materiale tecnico e cancelleria. Per le scuole secondarie di I grado la spesa media annua si attesta a 217 euro (+0,9% sul 2025 e +5,5% sul 2024) e per le scuole secondarie di II grado sale a 342 euro a studente (+3,3% rispetto al 2025/2026 e +12,1% rispetto al 2024/2025). Il conto più salato si concentra al primo anno di ciascun ciclo a causa delle nuove adozioni. In prima media si spendono 323 euro (su un totale di 650 euro per il triennio); al primo anno delle superiori l’esborso medio per i soli libri è di 393 euro (e risale a 390 euro in terza). L’indirizzo di studio continua a determinare forti disparità: per l'intero quinquennio del liceo classico una famiglia spende in media 1.959 euro (392 euro l'anno), contro i 1.797 euro del Liceo Scientifico (359 euro l'anno) e i 1.381 euro degli Istituti Tecnici (276 euro l'anno). Chi sceglie il classico sostiene un costo superiore del +42% rispetto a un istituto tecnico. Aggiungendo dizionari e corredo scolastico, l’avvio del primo anno delle superiori comporta una spesa di 928 euro, superando i 1.063 euro al classico. Per i nuclei familiari con due figli che iniziano contemporaneamente la scuola media e la scuola superiore, il conto a settembre tocca il picco di 1.514 euro. A rendere ancor più pesante il quadro è la frattura territoriale: al Sud e nelle Isole – dove i redditi medi sono storicamente più bassi – studiare costa di più. Alle superiori la spesa media nel Mezzogiorno è di 375 euro annui (contro i 332 euro del Centro e i 316 euro del Nord), con una crescita record del +23,4% nel biennio 2024–2026.

 

“I dati del nostro monitoraggio confermano che la formazione dei nostri ragazzi sta progressivamente perdendo il suo carattere universale per trasformarsi in una tassa insostenibile. Il carovita e i continui aumenti dei listini non possono continuare a erodere un principio costituzionale fondamentale come il diritto allo studio” dichiara Anna Rea, presidente nazionale di ADOC.

“A settembre le famiglie non affrontano una semplice spesa, ma una vera e propria corsa a ostacoli economica. Non è accettabile che una famiglia debba rinunciare ad altre necessità primarie o arrangiarsi tra gruppi WhatsApp, chat di quartiere, mercatini dell’usato tradizionali, diverse piattaforme di re-commerce o app dedicate allo scambio e alla vendita diretta di libri scolastici usati tra studenti o famiglie, pur di contenere i costi. Sebbene i bonus locali rappresentino un aiuto, risultano misure frammentate e largamente insufficienti dinanzi a rincari a due cifre, specialmente nel Mezzogiorno dove il paradosso dei costi più alti a fronte di redditi più bassi aggrava ulteriormente la frattura sociale del Paese. Non possiamo rassegnarci a una scuola che divide gli studenti tra chi può permettersi percorsi formativi più onerosi e chi è costretto a scegliere al ribasso. Il futuro e il talento delle giovani generazioni non possono essere subordinati all’ISEE della famiglia d’origine”. Per garantire pari opportunità educative e alleggerire l’impatto economico sui bilanci familiari, ADOC rilancia quattro interventi urgenti: detrazione fiscale al 19% sui libri di testo: equiparare la spesa per i testi scolastici alle spese sanitarie. Una misura che per lo Stato comporterebbe un costo stimato tra i 70 e i 140 milioni di euro (a seconda delle soglie ISEE), riducendo il divario storico rispetto alla media UE per investimenti in istruzione sul PIL; promozione attiva di riuso e comodato d'uso: incentivare a livello istituzionale e scolastico i mercatini dell’usato, lo scambio tra studenti e forme strutturate di prestito d'uso gratuito; transizione digitale e biblioteche solidali: ampliare l’adozione di contenuti didattici integrati digitali a prezzi accessibili e potenziare i fondi per le biblioteche scolastiche solidali: responsabilità sociale dell'editoria scolastica: rivolgiamo un forte appello agli editori affinché dimostrino responsabilità sociale, evitando continui rialzi dei listini e pratiche che frenano il mercato di seconda mano. Chiediamo di porre un freno a micro-aggiornamenti editoriali che rendono obsolete le edizioni precedenti, all'obbligo di compilare gli esercizi direttamente sui volumi e all'uso di codici digitali monouso non trasferibili che impediscono il passaggio e il riutilizzo dei testi tra studenti. (7 set – red)

 

 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola