“Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamento il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali. Generosi sì, ingenui no”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein nel suo intervento alla Direzione nazionale del partito. Un messaggio chiaro sia agli alleati del ‘campo largo’ che all’interno dei dem: “Che guidi il partito che prende un voto in più non è egemonia è democrazia. Se c’è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo insieme, avendo poi cura di rappresentare tutti. Non abbiamo paura del voto e della democrazia. Sia l’accordo a chi prende un voto in più sia le primarie passano da una legittimazione popolare”. “Ora dobbiamo affinare il programma comune affinché sia un patto vincolante - aggiunge - Non partiamo da zero, partiamo dalle tante proposte sostenute insieme in questi anni. Ma siccome leggo sui giornali ricostruzioni fantasiose, vorrei chiarire un punto: noi siamo pronti. Possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli”. Poi, ribadisce la linea su uno dei punti che rischia di essere più divisivo nella coalizione: “Continuiamo a sostenere Kiev, ma la Ue nomini subito un negoziatore unico”. Da Schlein arriva un attacco frontale al governo: “Io voglio dire a Giorgia Meloni, prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota, meglio è per l’Italia. Vogliamo costruire l’alternativa per battere queste destre che hanno fallito”. “Il governo Meloni - continua la leader dem - è diventato il più longevo della storia repubblicana e l’hanno celebrato con una fanfara spropositata che è quella che si dedica quando è l’unico risultato che puoi vantare. Solo che se la stabilità smette di essere un mezzo e diventa il fine. Se la stabilità si traduce in immobilismo non si fa il bene del Paese ed è esattamente quello che abbiamo visto: si può restare a lungo a Palazzo Chigi, mentre il paese rimane fermo. Esattamente quello che ha fatto Giorgia Meloni”, ha sottolineato Schlein. Un passaggio della relazione è dedicato alla legge elettorale: “Dicono che questa pessima legge - prosegue Schlein - serva per la stabilità, che è un po’ contraddittorio visto che fanno della stabilità la loro bandiera. Guardate che questo è un punto cruciale. Hanno paura di perdere perché la novità siamo noi: un’alleanza progressista unita e competitiva che può battere le destre alle prossime elezioni. Questo è il fatto nuovo”. Schlein ha ricordato che “l’Istat ha certificato che l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione europea, la regina dell’austerità ha fallito anche questo. E Meloni ha attaccato l’Istat. Il Paese ha la febbre e Meloni se la prende col termometro. Prima si vota e meglio è per l’Italia”. “Giorgia Meloni dice che devo dirle una cosa vera? Gliene dico dieci”, così Schelin replica alla premier. “Dicevate che avreste abbassato le tasse, siamo al record di pressione fiscale degli ultimi 12 anni. Abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa, quasi sei milioni vivono in povertà assoluta. Quasi sei milioni di italiani rinunciano a curarsi…”. Insomma, “dopo quattro anni più tasse, più debito, carovita alle stelle, stipendi bassi, nessuna crescita”. “C’è qualcuno che ti fa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Mi dispiace deluderli, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri lettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista che vi piaccia o no”, assicura Schlein, per poi rivendicare: “Avevano scommesso che non sarei durata sei mesi e invece sono arrivata alla fine del mandato, penso che sia una buona notizia. Avevano scommesso sui nostri litigi e divisioni per impedire la costruzione di un’alternativa a Meloni. Manca l’ultimo miglio, il più importante, che dobbiamo fare insieme e uniti, fino alla vittoria. La paura che suscitiamo in chi detiene il potere dice che la strada è giusta“. “Elly Schlein - replica Meloni sui social - risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità”. (PO / Roc)
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