I servizi digitali dei Comuni stanno entrando sempre più stabilmente nelle abitudini dei cittadini, con un impatto positivo nelle loro vite: il 63,7% degli utenti esprime un giudizio positivo sull’utilità dei servizi online e delle app comunali, rispetto al 61% del 2025, mentre le valutazioni negative scendono dal 13,2% al 7,6%. Il 57% riconosce inoltre un miglioramento della qualità dell’offerta digitale negli ultimi due anni e il 50% considera migliorata la fruibilità dei siti web comunali. È quanto emerge dall’indagine ICity Club 2026 promossa da FPA, società del gruppo Digital360 che supporta l’innovazione e la trasformazione digitale e organizzativa della Pubblica Amministrazione e delle imprese. L’indagine ha coinvolto oltre 12.000 cittadini residenti in 18 Comuni capoluogo italiani. Il digitale rappresenta ormai la principale porta di accesso alla Pubblica Amministrazione: tra i partecipanti, l’87% utilizza prevalentemente il web o le app per accedere ai servizi del proprio Comune. Solo una piccola fetta pari complessivamente al 12%, infatti, si serve degli sportelli fisici o dei servizi di call center. Spicca in particolar modo il giudizio positivo degli utenti più maturi. I cittadini tra i 55 e i 74 anni, che rappresentano quasi il 47% del campione, sono la fascia che apprezza di più i servizi digitali comunali: il 68% valuta positivamente l’utilità di questi servizi. Contestualmente, sale la quota di utenti che ha utilizzato i canali digitali almeno sei volte nell’ultimo anno, dal 53,1% al 58,2%, testimoniando una familiarità crescente con l’offerta online delle amministrazioni.
I servizi anagrafici si confermano i più utilizzati (68% dei rispondenti), davanti ai servizi tributari (45%), a trasporti e mobilità (33%), e alle attività culturali (28%). La quota di chi dichiara di non aver utilizzato alcun servizio digitale comunale si riduce, passando dal 7,1% del 2025 al 6,2% del 2026. Sul versante degli strumenti di cittadinanza digitale, il 90,5% dei partecipanti all’indagine dichiara di possedere e utilizzare abitualmente SPID, mentre il 79,4% dispone e utilizza l’App IO. Di contro, la Carta di Identità Elettronica, pur essendo in possesso di quasi nove rispondenti su dieci, viene effettivamente utilizzata per l’accesso online ai servizi soltanto dal 58,8%.





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