La 44° edizione del Torino Film Festival si svolge dal 24 novembre al 2 dicembre 2026 sotto l’egida del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo e diretto da Carlo Chatrian, con la direzione artistica di Giulio Base. Il comitato di selezione è composto da Martina Barone, Ludovico Cantisani, Alessandro Cavaggioni, Elvira Del Guercio, Veronica Orciari e Davide Stanzione. La retrospettiva e il manifesto di questa edizione sono dedicati a Marilyn Monroe, nel centenario della nascita. Considerata una delle icone più celebri del cinema di tutti i tempi, Marilyn Monroe verrà celebrata con una selezione di 24 film che ripercorrono l’arco di una straordinaria, seppur breve, carriera, a seguito della sua morte prematura, avvenuta a soli 36 anni. L'immagine scelta è stata scattata dal fotografo George Barris a Santa Monica nel 1962, all’interno di un servizio conosciuto come “The Last Photos”, di cui il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha acquistato all’asta a Los Angeles tre stampe fotografiche, che sono esposte alla Mole Antonelliana in un corner a lei dedicato. L’inaugurazione, che conferma la volontà del TFF di dialogare con le più importanti istituzioni culturali del territorio, si svolge anche quest’anno al Teatro Regio di Torino, luogo simbolo della città e grande teatro lirico internazionale. Co-conduttrice della cerimonia di apertura della manifestazione: Ambra Angiolini. Anche questa edizione del TFF è in continuità con il suo passato cinefilo e autoriale e al tempo stesso attento alle nuove generazioni, capaci di vivere, interpretare e condividere quell’anima forte e di ricerca insita nella mission del Festival.
GLI OSPITI INTERNAZIONALI. Il programma continua a contraddistinguersi per la scelta di opere originali e indipendenti - per la grandissima parte in anteprima - e per l’altissima presenza di registe e cineaste donne, a partire dalle tre presidenti di giuria delle sezioni di concorso, Francesca Archibugi, Stefania Casini e Chiara Francini. La sala cinematografica conferma il suo ruolo predominante e fondamentale. I 120 titoli suddivisi nelle tre sezioni di concorso (lungometraggi, documentari e cortometraggi) e nelle tre sezioni non competitive (Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva Marilyn Monroe) saranno sempre presentate o introdotte da registi o intrepreti, da testimoni diretti o da esponenti della cultura e critica cinematografica. E saranno numerosi gli ospiti internazionali: da John Travolta a Fanny Ardant, da Isabelle Huppert ad Andy Garcia, da Pamela Anderson a Luc Besson, Mike Newell, Josh Safdie, Stephen Frears, Mira Sorvino, Margarethe von Trotta, Maria de Medeiros, solo per citarne alcuni. Tra le eccellenze della cinematografia italiana, Giovanna Mezzogiorno, Anna Foglietta, Salvo Ficarra e Valentino Picone, Francesco Gheghi, Paolo Calabresi, Asia Argento, Antonia Liskova, Valeria Bruni Tedeschi, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Max Tortora, Celeste Dalla Porta, Mimmo Calopresti, Marco Ponti, Fabio Volo, Roberta Torre.
COLLABORAZIONI E PARTNER. Il 44TFF rinnova le collaborazioni con TorinoFilmLab, Film Commission Torino Piemonte e Torino Film Industry, e continuano a vario titolo le collaborazioni con la Città di Torino - Assessorato al Welfare e ai Diritti, oltreché con gli altri partner culturali del festival. Anche questa edizione presta particolare attenzione al sociale, per il quale si delineano eventi dedicati, e riconferma il suo impegno alla sostenibilità ambientale seguendo le buone pratiche della Guida Festival Green realizzata dall’AFIC. Il 44° Torino Film Festival è realizzato: con il sostegno della Regione Piemonte e della Città di Torino; con il contributo del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT; il main sponsor della manifestazione è Intesa Sanpaolo; l’automotive partner è Lancia; lo sponsor è Iren; supporting partner sono Agatho Parfum ed Elena Mirò; l’official beauty partner è Revlon; RAI è main media partner; il content partner è RAI Cultura; la radio ufficiale è RAI Radio 3; event partner è il Teatro Regio di Torino; gli industry partner sono Torino Film Lab, Torino Film Industry e Film Commission Torino Piemonte; i partner tecnici sono GTT, SMAT, CAMERA, La taverna di Fra Fiusch, ULTRASPAZIO, Damilano, Valmora, Bersano, Gruppo Meregalli, CIM 4.0 e Associazione Amici TFF; i partner culturali sono CineDams, IED e Associazione AMNC; Variety è global media partner; i media partner sono La Stampa, Cinecittà News, Taxidrivers e Sala Grande; i partner per il sociale sono la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, Medicinema e +Cultura Accessibile. Il Festival aderisce a FIAPF - International Federation of Film Producers Associations e ad AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema.
LA LEGGENDA DI ROCKY COMPIE 50 ANNI E TORNA NELLE SALE
Ci sono film che hanno fatto la storia del cinema. E poi ci sono film che sono diventati parte della nostra storia. ROCKY è uno di questi. A cinquant'anni dalla sua uscita, il capolavoro diretto da John G. Avildsen, scritto e interpretato da Sylvester Stallone, torna sul grande schermo per celebrare il suo 50° anniversario. Dal 7 al 15 dicembre, il pubblico italiano potrà rivivere una delle storie più amate e iconiche di sempre in una spettacolare versione restaurata in 4K, distribuita da Plaion Pictures, che è lieta di presentare il poster e il trailer italiani. Vincitore di tre Premi Oscar, tra cui quello per il Miglior Film, ROCKY non è soltanto uno dei film più amati di sempre: è una leggenda che ha superato i confini del grande schermo per entrare nella cultura popolare e nell'immaginario collettivo. Da cinquant'anni la storia di Rocky Balboa continua a parlare a generazioni diverse, ricordando che il coraggio non sta necessariamente nel vincere, ma nel trovare la forza di rialzarsi e continuare a combattere. Una storia universale di sacrificio, dignità e riscatto, che conserva intatta la sua straordinaria forza emotiva. Per chi lo ha amato, sarà l'occasione di ritrovare sul grande schermo un classico indimenticabile; per le nuove generazioni, l'opportunità unica di scoprire per la prima volta al cinema tutta la potenza di un cult che ha fatto la storia, oggi ancora più coinvolgente grazie al restauro in 4K. Lo straordinario intreccio tra cinema e vita reale sarà anche al centro di un contenuto esclusivo che arricchirà l'esperienza degli spettatori di ROCKY sul grande schermo. Prima della proiezione del film, il pubblico potrà infatti godersi in anteprima assoluta alcuni minuti ROCKY SONO IO, il film che racconta la genesi del capolavoro e la battaglia personale di Sylvester Stallone per riuscire a realizzarlo, in arrivo nelle sale italiane il 31 dicembre con Eagle Pictures. Un'occasione speciale resa possibile grazie alla collaborazione tra Plaion Pictures ed Eagle Pictures. Il ritorno di ROCKY sul grande schermo si inserisce nelle celebrazioni internazionali per il 50° anniversario del film che coinvolgeranno numerosi Paesi, dagli Stati Uniti all'Europa, fino all'America Latina e all'Australia, a testimonianza dell'eredità di un film che, mezzo secolo dalla sua uscita, continua a emozionare il pubblico di tutto il mondo.
'LEI CHE BRILLA NELLA BATTAGLIA' DI JAPY NELLE SALE IL 3 DICEMBRE
Dopo l’anteprima mondiale all’ultima edizione del Festival di Cannes, arriva nelle sale italiane il 3 dicembre con Wanted Cinema LEI CHE BRILLA NELLA BATTAGLIA, emozionante esordio alla regia dell'attrice francese Joséphine Japy, con Mélanie Laurent, Pierre-Yves Cardinal, Angelina Woreth e Sarah Pachoud. Un film intenso e profondamente umano, che affronta il tema della disabilità attraverso lo sguardo di una famiglia e, soprattutto, attraverso il legame tra due sorelle. La scelta di portarlo al cinema proprio il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, assume un significato particolare per un'opera capace di raccontare una realtà spesso poco rappresentata sul grande schermo, senza rinunciare alla complessità, alla tenerezza e alla vitalità dei suoi protagonisti.
SINOSSI. Marion ha diciassette anni e si trova in quel momento della vita in cui tutto sembra ancora possibile. Tra la scuola, le amicizie, i primi amori e il desiderio di indipendenza, cerca di immaginare il proprio futuro. Ma la sua quotidianità è profondamente intrecciata a quella della sorella minore Bertille, affetta da una rara sindrome genetica che comporta una disabilità complessa e importanti difficoltà nella comunicazione. In casa, ogni gesto e ogni decisione devono confrontarsi con le esigenze di Bertille, mentre i genitori Madeleine e Gilles cercano, ciascuno a modo proprio, di tenere insieme gli equilibri familiari. Marion ama profondamente sua sorella, ma sente anche il bisogno di crescere, di vivere esperienze proprie e di conquistare uno spazio nel mondo. Un desiderio naturale che si accompagna a sentimenti contraddittori, difficili da confessare persino a sé stessa. Ispirato alla storia personale di Joséphine Japy e al rapporto con sua sorella Bertille, LEI CHE BRILLA NELLA BATTAGLIA affronta con straordinaria sensibilità la sindrome di Phelan-McDermid, una rara condizione genetica che può comportare disabilità intellettiva, difficoltà motorie e un linguaggio verbale molto limitato o assente. La regista ha conosciuto il nome della sindrome che interessa sua sorella soltanto dopo ventidue anni, un momento decisivo che ha fatto nascere in lei l'esigenza di trasformare la propria esperienza in cinema. Insieme allo sceneggiatore Olivier Torres, Japy ha costruito un racconto di autofiction che supera la dimensione autobiografica per interrogarsi su cosa significhi crescere all'interno di una famiglia in cui l'amore convive con la fatica, la responsabilità e la necessità, talvolta dolorosa, di imparare a lasciarsi andare.
RACCONTARE LA DISABILITA’. Lontano da ogni forma di pietismo o sentimentalismo, il film sceglie di raccontare la disabilità senza edulcorarne le difficoltà, ma senza ridurre Bertille alla sua condizione. La giovane è una presenza viva, imprevedibile, capace di esprimersi attraverso il corpo, i gesti, i suoni e una forma di comunicazione che va oltre le parole. A dare corpo e intensità a questa storia è un cast di grande sensibilità, guidato da Mélanie Laurent nei panni di Madeleine, una madre determinata che ha riorganizzato la propria esistenza intorno alle necessità della figlia, senza perdere la propria vitalità. Al suo fianco Pierre-Yves Cardinal interpreta Gilles, un padre diviso tra le responsabilità economiche e il desiderio di essere più presente nella vita familiare. Angelina Woreth dà volto alle inquietudini e alle contraddizioni dell'adolescente Marion, mentre Sarah Pachoud offre un'interpretazione fisica e intensa di Bertille, costruita attraverso un accurato lavoro sui movimenti, sulla gestualità e sulle vocalizzazioni. Il risultato è un racconto corale che trova la propria forza soprattutto nei dettagli e nelle relazioni tra i personaggi. Con una regia misurata, capace di alternare realismo e suggestioni poetiche, Joséphine Japy firma un'opera prima di rara delicatezza, che rifiuta le scorciatoie emotive per cercare autenticità in ogni sguardo e in ogni gesto. Un film che parla di disabilità, ma anche di adolescenza, maternità, amore e libertà, ricordando come il desiderio di vivere pienamente la propria esistenza possa convivere con la responsabilità e con l'amore verso chi ci è accanto.





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