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Arriva in Norvegia la mostra che racconta la vita delle donne nell’antica Pompei

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Arriva in Norvegia la mostra che racconta la vita delle donne nell’antica Pompei

Oslo - Al via a Oslo fino al 4 settembre la mostra fotografica “Essere donna nell’antica Pompei” all’Istituto italiano di cultura. Il progetto espositivo, nato dalla collaborazione dell’Istituto culturale con il Parco archeologico di Pompei, propone un nuovo capitolo – una versione per immagini – della più ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco dall’aprile 2025 fino a gennaio scorso. La mostra è stata inaugurata con la conferenza di Monica Salvadori e Monica Baggio, docenti di Archeologia classica presso l’Università di Padova, nonché curatrici della mostra stessa insieme a Francesca Ghedini, che con il loro intervento hanno illustrato al folto pubblico norvegese gli obiettivi e la struttura della mostra, la ricerca che ne è alla base, unitamente ad un’ampia documentazione fotografica relativa ai reperti e alla preziosa documentazione attraverso cui è stato possibile ricostruire le storie dell’universo femminile pompeiano. Tra i partecipanti, anche l’ambasciatore d’Italia Stefano Nicoletti, e i professori Knut Ødegård e Jon Iddeng, due tra i massimi esperti di storia e archeologia romana in Norvegia. Pompei si conferma, dunque, come osservatorio privilegiato per conoscere aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti. In particolare, con questo progetto si intende esplorare la condizione femminile nella società romana. L’originale percorso allestito a Oslo presenta infatti le storie di cinque donne, i cui profili sono tratteggiati attraverso un’accurata selezione di immagini. La tessitrice Amaryllis, l’ostessa Asellina, l’imprenditrice Eumachia, la liberta Nevoleia Tyche e la schiava Eutychis si raccontano attraverso le foto di ritratti privati e funerari, affreschi, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso quotidiano. L’esposizione offre uno sguardo intimo sulle vicende di donne di diversa estrazione sociale, che indaga la vita privata, quella pubblica e lavorativa, offrendo interessanti spunti per riflettere sul loro ruolo, ancora poco noto e difficile da ricavare dalle “pagine di silenzio” che narrano la storia del mondo antico. “Questa mostra vuole offrire al pubblico norvegese la possibilità di conoscere più da vicino uno dei siti archeologici più straordinari al mondo, favorendo una comprensione più ricca e sfaccettata dell'antichità. La prospettiva femminile consente di raccontare la storia non solo attraverso grandi eventi e figure di potere, ma anche attraverso le esperienze quotidiane di donne appartenenti a diversi ceti sociali - ha commentato la direttrice dell’Iic, Raffaella Giampaola - In un contesto contemporaneo caratterizzato da una crescente attenzione ai temi dell'inclusione e della valorizzazione del contributo femminile alla storia, questa mostra assume un significato particolarmente attuale”. “Con questa mostra portiamo a Oslo una ricerca profonda sulle vite di coloro che nelle fonti ufficiali non hanno trovato un’adeguata rappresentazione: le donne”, dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel che aggiunge: “Anche questo progetto espositivo ci fa capire che l’ultima parola su cosa significava essere una donna nell’antica Pompei non è ancora stata pronunciata. In virtù di questo, la nuova mostra fotografica di Oslo rappresenta un momento importante per quel processo continuo di revisione e riflessione: un invito a cercare, dietro l’immagine familiare e acclamata della città antica, un’altra Pompei. È esattamente quel processo che si chiama ‘ricerca’ e che sta alla base di ogni progetto culturale. Questa tappa internazionale dimostra che l'indagine non si è fermata nel 2025, ma continua a evolversi e a dialogare con il mondo”. (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
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