di Paolo Pagliaro
Dieci anni fa, il 16 giugno 2016, Helen Joanne Cox veniva assassinata per strada a Birstall, nello Yorkshire. Quarantadue anni, deputata laburista, madre di Cuillin e Lejla — tre e cinque anni — fu colpita a sangue freddo da Thomas Mair, un estremista di destra che, mentre sparava, gridava: «Britain first». Mancavano sette giorni al referendum sulla Brexit.
Jo Cox non era soltanto un'avversaria politica da silenziare: era il simbolo vivente di tutto ciò che il fronte del Leave voleva cancellare. Cosmopolita, europeista convinta, impegnata nei diritti dei rifugiati, incarnava un'idea di Gran Bretagna aperta al mondo. Il neonazista Mair l'aveva scelta proprio per questo. E aveva nutrito il proprio odio con anni di disinformazione sistematica, di tabloid che dipingevano l'Europa come una prigione e gli immigrati come un'invasione, di slogan che presentavano la complessità del reale come un tradimento perpetrato da élite corrotte ai danni del popolo.
La campagna per il Leave fu costruita su bugie. Lo slogan più celebre — «Mandiamo 350 milioni di sterline alla settimana all'UE: usiamoli per il nostro servizio sanitario» — era falso in ogni sua parte, eppure fu stampato sul fianco degli autobus e visto da milioni di persone ogni giorno. Nessuno fu perseguito. Nessuno si scusò.
A dieci anni di distanza, il bilancio della Brexit è sotto gli occhi di tutti. La crescita economica britannica è la più bassa tra le grandi economie europee. Il commercio con l'UE è crollato. La carenza di manodopera nei settori vitali — sanità, agricoltura, logistica — è strutturale. La promessa di riprendere il controllo si è tradotta in una burocrazia più opaca, in frontiere più lente, in un Paese più solo e più povero. Eppure i principali artefici della disinformazione siedono ancora nei salotti televisivi a spiegare che il problema è l'applicazione, non il progetto. Alcuni stanno per tornare al governo.
Jo Cox aveva scritto, pochi mesi prima di morire, che «abbiamo molto più in comune di quanto ci divida». In realtà vinsero la divisione e l'odio. Oggi quel clima sta tornando e non solo in Gran Bretagna.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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