Costruire una “rete integrata e coordinata” a sostegno delle imprese, “consolidare mercati fondamentali per il Made in Italy” e affrontare le nuove sfide, “intercettando i cambiamenti trasformandoli in occasioni concrete di sviluppo”. Mario Pozza - confermato presidente di Assocamerestero per il triennio 2026-2029 – sottolinea il ruolo strategico delle Camere di Commercio Italiane all’Estero. “Rappresentano un'infrastruttura operativa al servizio dell'internazionalizzazione”, afferma Pozza a 9Colonne facendo un bilancio della 35sima Convention Mondiale delle CCIE, che si è conclusa il 15 giugno a Genova.
È stato appena confermato presidente di Assocamerestero. Quali sono i nuovi obiettivi per il triennio 2026-2029?
L'obiettivo principale sarà rafforzare ulteriormente il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) all'interno del Sistema Paese, favorendo una collaborazione sempre più stretta con Camere italiane, Camere all'estero, Ministeri, ICE, Regioni e tutti gli attori che operano a sostegno dell'internazionalizzazione. Vogliamo contribuire, come nelle intenzioni del Governo, a superare la logica di un sistema composto da competenze e realtà diverse che operano parallelamente, per costruire una rete sempre più integrata e coordinata, valorizzando le complementarità che esistono tra chi rappresenta le imprese sui territori e chi opera quotidianamente sui mercati internazionali.
Un'altra priorità sarà accompagnare l'evoluzione della nostra rete verso i nuovi temi che stanno caratterizzando la competizione globale: non solo promozione del Made in Italy, ma anche filiere internazionali, energia, difesa, mercato del lavoro, intelligenza artificiale, cultura e attrazione degli investimenti. Per farlo sarà necessario un confronto costante con le imprese e con i territori.
Il contesto internazionale è caratterizzato da continue incertezze che hanno ripercussioni, anche e soprattutto, sulle nostre aziende che esportano. In che modo sostenete le imprese italiane in questo nuovo corso?
Viviamo una fase in cui l'instabilità sembra essere diventata una costante. In questo scenario, il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all'Estero è ancora più strategico. Grazie a una rete di 86 Camere presenti in 64 Paesi, siamo in grado di offrire alle imprese italiane una conoscenza diretta dei mercati, delle opportunità e delle criticità che caratterizzano le diverse aree del mondo. Le CCIE rappresentano un'infrastruttura operativa al servizio dell'internazionalizzazione. Il loro valore risiede nel forte radicamento nelle comunità economiche locali e nella capacità di accompagnare le imprese, in particolare le PMI, nella comprensione delle normative, delle dinamiche di mercato e delle opportunità di business nei Paesi di destinazione.
Oggi dobbiamo aiutare le aziende a cogliere opportunità aggiuntive, non sostitutive. Significa continuare a consolidare mercati fondamentali per il Made in Italy, come l'Europa e gli Stati Uniti, ma anche favorire l'accesso a nuove aree di crescita, dall'Asia all'Australia fino ai Paesi del Mercosur. La forza della nostra rete sta proprio nella capacità di intercettare i cambiamenti direttamente sui mercati e trasformarli in occasioni concrete di sviluppo per le imprese italiane.
Si è conclusa a Genova la 35ª Convention delle Camere di Commercio Italiane all'Estero. Ci può fare un primo bilancio dell'iniziativa?
Il bilancio è certamente positivo. Quella di Genova è stata una delle Convention più partecipate degli ultimi anni, con la presenza di 170 delegati provenienti dalla rete delle 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero attive in 64 Paesi. Un risultato che conferma la vitalità della nostra rete e la volontà di rafforzare il confronto tra istituzioni, sistema camerale e mondo delle imprese.
Ma il dato più importante riguarda probabilmente l'impatto concreto dell'iniziativa sui territori. La Convention ha infatti portato a Genova più di 500 incontri di business tra i rappresentanti delle CCIE e le imprese del territorio ligure interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza internazionale.
(sip – 22 giu)





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