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direttore Paolo Pagliaro

BANCHE, UNIMPRESA: PER PMI E AZIENDE FAMILIARI PRESTITI -4,3%

Le piccole imprese e le imprese familiari restano escluse dalla ripresa del credito bancario. A marzo scorso i prestiti alle piccole imprese sono diminuiti del 4,3% su base annua, segnando il terzo anno consecutivo di contrazione dopo il -8,1% del 2024 e il -5,7% del 2025. Ancora negativo anche l’andamento delle aziende familiari, per le quali il credito è sceso del 2,9%, dopo il -7,0% del 2024 e il -4,6% del 2025. Particolarmente significativo il confronto con le imprese medio-grandi. Nel marzo 2024 il credito alle aziende strutturate registrava una flessione del 4,2%, quasi allineata a quella delle piccole imprese. Due anni dopo, però, la situazione si è completamente ribaltata: a marzo 2026 le imprese medio-grandi segnano una crescita del 2,2%, mentre le piccole imprese restano in territorio negativo con un calo del 4,3%. Si è così aperto un divario superiore a sei punti percentuali tra le due categorie. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui si registra una analoga la situazione delle aziende familiari, che comprendono lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e microimprenditori. Sebbene il ritmo della contrazione si sia progressivamente attenuato negli ultimi due anni, il credito continua a diminuire e non ha ancora mostrato segnali di effettiva inversione di tendenza; per questa categoria, che rappresenta una componente fondamentale del tessuto economico nazionale, la ripresa dei finanziamenti resta dunque ancora lontana. Nel complesso, tuttavia, il credito bancario italiano è tornato a crescere. A marzo 2026 i prestiti sono aumentati in media del 2,5% su base annua, dopo il -2,8% del marzo 2024 e il -0,2% del marzo 2025. Una ripresa diffusa che ha coinvolto quasi tutte le altre categorie di prenditori. Le famiglie sono passate dal -0,6% del 2024 al +3,2% del 2026, confermando il ritorno della domanda di finanziamenti per consumi e spese correnti. Positive anche le imprese medio-grandi (+2,2%), mentre le amministrazioni pubbliche sono tornate sopra lo zero con un incremento dello 0,9% dopo due anni di contrazione.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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