Roma, 13 ago – "Gli Stati Uniti hanno il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Credo che lo manterremo!". Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump in un post sul suo social Truth. Il blocco navale imposto da Washington, scrive Trump, viene definito da tutti "un muro d'acciaio", e "non c'è nulla che l'Iran possa fare al riguardo". Secondo il presidente americano, Teheran "non ha una marina, non ha un'aviazione, i soldati rimasti non vengono pagati, l'IRGC è decimato e in fuga", e la leadership iraniana è "quantomeno incerta". Trump aggiunge che l'Iran "non ha soldi", che il Paese è "allo sbando" e che gli restano solo "fake news e un'inflazione al 300%, e in peggioramento". Conclude definendo Teheran "tutto chiacchiere e niente fatti", non più "il bullo del Medio Oriente".
"Perché la questione ambientale dello Stretto di Hormuz e delle acque circostanti deve essere parte integrante di qualsiasi futura amministrazione dello Stretto?" scrive Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Affari Esteri dell'Iran, in un post pubblicato sul social X. "Nei giorni scorsi sono circolati video che mostrano inquinamento da idrocarburi lungo le coste dell'isola di Qeshm", scrive Baqaei, spiegando che "questo inquinamento è arrivato verso la costa dal Golfo Persico" e che "le evidenze preliminari indicano come fonte una nave da carico straniera". "La contaminazione è stata documentata in tre siti costieri e su porzioni della superficie marina", aggiunge il portavoce, definendo l'episodio "solo un esempio visibile dell'inquinamento esteso, dichiarato e occulto, che ha degradato le acque del Golfo Persico e del Mare di Oman, così come l'ecosistema marino della regione, nel corso degli ultimi decenni, imponendo danni per migliaia di miliardi di dollari alle aree costiere iraniane". "Chi ha la responsabilità di risarcire questi danni?", si chiede Baqaei. "Sono le nazioni che consumano l'energia a basso costo esportata dalla nostra regione, gli assicuratori del trasporto marittimo, o gli aggressori e i loro partner che hanno trasformato il Golfo Persico e il Mare di Oman in un teatro di operazioni militari e di sperimentazione di armamenti altamente distruttivi?". "Come Paese con la costa più lunga sul Golfo Persico e sul Mare di Oman, l'Iran non può restare indifferente", prosegue il portavoce. "Ogni soggetto che trae beneficio dal trasporto commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz porta un obbligo tanto legale quanto morale di riparare il danno ambientale inflitto al Golfo Persico e al Mare di Oman", conclude Baqaei. Inoltre Abbas Araghchi, ministro degli Affari Esteri dell'Iran, scrive su X: "Paesi come la Francia dovrebbero smettere di fare la predica al mondo su 'diritti umani' e diritto internazionale", "l'ipocrisia è evidente e imbarazzante", prosegue Araghchi, secondo cui il sostegno francese "al genocidio di Israele a Gaza — e all'aggressione contro l'Iran — ha distrutto qualsiasi presunta superiorità morale voi pensaste di avere". (13 ago - red)
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