Bruxelles - La subsidenza è l’abbassamento progressivo del terreno causato da processi naturali ma, nella maggioranza dei casi, anche dalle attività umane, come l’eccessivo prelievo di acqua dal sottosuolo. In alcune parti d'Europa il fenomeno sta assumendo un’importanza crescente, con conseguenze rilevanti per il territorio e le comunità. Nelle aree costiere, ad esempio, la subsidenza contribuisce all’innalzamento relativo del livello del mare, aumentando l’esposizione alle inondazioni e all’intrusione salina. Inoltre, a seconda delle caratteristiche del sistema geologico e dell’entità e variabilità degli abbassamenti, può provocare danni agli edifici e compromettere la funzionalità di infrastrutture e reti di servizio. In un nuovo articolo pubblicato oggi sulla rivista scientifica «Nature Sustainability», un gruppo internazionale di ricercatori evidenzia come la subsidenza non sia soltanto un fenomeno scientifico da monitorare, ma rappresenti una questione strettamente connessa alle scelte che riguardano l’uso e la gestione del territorio e del sottosuolo. Un team di ricerca europeo spiega perché un monitoraggio più efficace, la condivisione dei dati e una conoscenza più profonda del sottosuolo siano fondamentali per valutarne e gestire gli impatti della subsidenza. Il prof. Pietro Teatini e la dott.ssa Claudia Zoccarato del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova hanno co-firmato l’articolo. (9colonne)
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